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Politica comunale

Il giorno del giudizio: 9 maggio. Consiglio decisivo per il futuro di Nuoro

di Francesco Pirisi

	Una riunione del consiglio comunale in una foto di repertorio
Una riunione del consiglio comunale in una foto di repertorio

Fissata la data ultima per approvare il bilancio. Altrimenti arriva il commissario “ad acta”

25 aprile 2024
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Nuoro C’è una data per l’approvazione del bilancio. È giovedì 9 maggio. Seduta per sanare il ritardo accumulato a partire dal 31 dicembre. Il voto riguarderà il Dup (documento unico di programmazione) e il bilancio di previsione 2024-2026. Complessivamente 140 milioni. Lunedì prossimo un primo esame dei documenti lo si farà nella commissione Bilancio. Per gli uomini dello schieramento del sindaco Andrea Soddu, ora la parola d’ordine è recuperare un po’ del tempo perduto. L’aveva già fatto capire l’assessora competente, Rachele Piras: «Sono disponibile ad andare in commissione anche di domenica, o il giorno prima della seduta del consiglio». Ogni sforzo pur di far votare il bilancio. Anche sotto il percorso rigido, che prevede la commissione, indicato dal presidente del Consiglio, Sebastian Cocco: «Devo garantire le prerogative di tutti i consiglieri, quelli che sostengono sindaco e giunta, e di chi sta, invece, all’opposizione». Dove opera il partito di Cocco, Italia in Comune, dopo essere stato nello schieramento vincitore delle elezioni 2020.

Anche per questo non se n’è fatto nulla rispetto all’idea iniziale di chiudere entro aprile. Stante la carenza delle commissioni, ricostituite da poco. Oggi si allunga un po’, ma sempre con la determinazione di evitare il commissario. La cui entrata forzata in municipio non è certo esclusa. Si materializzerà se il 9 maggio il bilancio non dovesse essere approvato. L’incombenza maggiore per Soddu è trovare i 13 consiglieri che assicurano il numero legale. Gli occhi sono puntati sui i tre esponenti del Misto, che a febbraio hanno salutato la lista “Andrea Soddu sindaco”. Non all’opposizione, ma comunque con le mani libere di scegliere. «Io credo che alla fine contribuiranno a garantire il quorum», è il commento di un analista, attento, della vita politica nuorese, che sceglie l’anonimato.

Perché dovrebbero farlo? «Perché l’alternativa è andare a casa». Peccato che la voce (e lettura) diversa sia dentro gli umori di quanto rimane della vecchia maggioranza, una volta bulgara: «Ci sono molti dubbi sul fatto che chi ha lasciato la lista sarà comunque al nostro fianco», ha affermato il capogruppo Marcello Calia. «Mi auguro – ha aggiunto Calia – che prendano consapevolezza dell’importanza di approvare il bilancio. Perché, se ho trovato legittima la loro scelta di lasciare il gruppo consiliare, in quanto non d’accordo con la candidatura del sindaco alle Regionali con Soru – rimarca Calia – oggi si tratta di decidere sul futuro della nostra città, che ha bisogno della continuità amministrativa». Per Calia condizione che non potrà garantire il commissario. L’operazione maggiormente a rischio è l’Europeade, per la quale il bilancio porta in dote un’anticipazione di 500mila euro. Tesi, quella di Calia, su cui non concordano gli ex alleati di Italia in Comune.

Il consigliere Gianni Dettori: «Non credo che il problema del comune sarà rappresentato dal commissariamento - ha affermato – perché il funzionario potrà sostituirsi in tutti i poteri, a partire dall’utilizzo dell’anticipazione per l’Europeade». Una considerazione per chiarire che pensare a un qualche aiuto (anche solo a un tacito patto di desistenza in aula) è fantascienza. Soprattutto a sinistra, lo spazio politico al quale ha sempre detto d’ispirarsi il civismo di Andrea Soddu. Anzi, il blocco su fronti contrapposti sembra già indicare la traccia per le prossime comunali. Il Campo largo, vincitore alle Regionali di febbraio, potrebbe ripresentarsi compatto a Nuoro, con una riunione tra Pd ed esponenti di Italia in Comune. E in più il movimento Cinquestelle, non più anti-sistema. Chi rischia di più sarà proprio il civismo di Soddu, orfano di diversi pezzi. Oggi paradossalmente più lontano dal centro-sinistra, che non dal centro-destra, compreso quello ideologico, dal quale ha attinto in alcuni passaggi consiliari qualche apporto di numeri. Tanto che non è inverosimile pensare di riaverli nella seduta del 9 maggio. Nel giorno decisivo: o il bilancio, o la morte. Anche quella politica del sistema-Soddu, azzoppato e alla ricerca dell’ultima chance.

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