La Nuova Sardegna

Nuoro

L’evento

Nuoro, festa grande a Seuna per Santu Sidore. Premio al pioniere dell’Hospice Salvatore Salis

di Luciano Piras

	Il priore e il comitato di Santu Sidore
Il priore e il comitato di Santu Sidore

Cerimonia solenne nell’antico santuario della Madonna delle Grazie. A seguire la processione nelle vie del rione

15 maggio 2024
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Nuoro Un’occasione solenne, un appuntamento particolarmente atteso e sentito dalla comunità. Seuna, e la città tutta, si ritrova così attorno alla sua festa grande, la festa in onore di Santu Sidore, il santo protettore dei massajos, degli agricoltori, e del quartiere storico. Un evento che quest’anno culminerà con l’assegnazione di un riconoscimento speciale al dottor Salvatore Salis, pioniere delle cure palliative in Sardegna, creatore e direttore dell’Hospice, nell’ospedale Zonchello di Nuoro. Anestesista e rianimatore, è lui che ha messo in piedi una vera e propria eccellenza della sanità isolana, un riferimento sicuro, sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista umano, per i pazienti e i loro familiari. A consegnarli una targa ricordo, sarà Salvatore Nieddu, priore del comitato che organizza la festa di Sant’Isidoro. L’appuntamento è fissato per il pomeriggio di domenica prossima, 19 maggio, alle ore 16, nell’antico santuario di Nostra Signora delle Grazie. A celebrare la santa messa sarà il parroco padre Pinuccio Demarcus. È durante la cerimonia che il dottor Salis sarà insignito del premio Santu Sidore. A seguire, la processione con la statua del Santo portata a braccia lungo le vie di Seuna. Il corteo partirà dalla piazzetta “Tonino Puddu” e attraverserà vicolo del Fiore, via Nino di Gallura, via del Pozzo, via delle Grazie, via Luca Cubeddu, via Nino di Gallura, via Gialeto per arrivare fino al sagrato del nuovo Santuario e da qui, lungo via delle Grazie, fino allo stesso punto di partenza.

«Alla fine della processione, il Comitato sarà lieto di offrire ai convenuti un piccolo rinfresco, con dolci tradizionali ed un bicchiere di vino» è l’invito che il priore Nieddu fa a nome di tutti gli organizzatori. Riesumata nel 2011, dopo cinquant’anni di vuoto, l’antica festa di Santu Sidore «è diventata ormai più di un semplice festeggiamento in ricordo del protettore dei contadini e uomini di campagna, ma rappresenta un importante momento di ritrovo e di condivisione, sia per gli abitanti del rione di Seuna che per tutti coloro che partecipano, da tutta la città, alla festa ed alla processione» si legge in un libro rievocativo pubblicato nel 2023.

«Una festa semplice e magica», interrotta bruscamente, ancora una volta, nel 2020 e nel 2021 a causa del lockdown dovuto al Covid. La fede religiosa e lo spirito di solidarietà del comitato, tuttavia, non sono mai venuti meno. Tant’è vero che durante la pandemia il priore di turno e i volontari della festa hanno consegnato al Comune una ventina di buoni pasto per aiutare le famiglie bisognose che il coronavirus aveva ulteriormente messo in difficoltà. L’anno successivo è stato distribuito il “pane di Sant’Isidoro” a ricordo delle vittime della pandemia, e consegnata una targa di ringraziamento a tutti i sanitari che stavano combattendo contro il virus. Nel 2017, invece, priore e comitato avevano deciso di donare un defibrillatore al maestro di arti marziali Luciano Cao, «che svolge la propria attività nella palestra delle scuole elementari di via Veneto, e quindi nel quartiere». La solidarietà, poi, ha bussato anche alle porte dell’Aisla area nord Sardegna, con il suo presidente Marco Pedde. Nel tempo sono stati premiati ziu Bobore Tolu, come persona più anziana del rione, come pure Nicola Porcu, «una delle persone più miti e amate di Nuoro, di cui ha documentato, con i suoi ricordi e le sue foto, la vita e gli eventi degli ultimi settant’anni». Sono stati premiati anche pilastri nuoresi come Leone Soddu, storico presidente dell’Ail cittadina, per la «sua intensa e instancabile attività nel sociale», e Mario Lostia, «fondatore della Mensa per i poveri». La festa, insomma, va sempre di pari passo con l’impegno a favore della comunità.

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