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Crisi comunale

Nuoro, Sebastian Cocco: «Per la città oggi è già il domani»

di Alessandro Mele

	Il consigliere regionale Sebastian Cocco
Il consigliere regionale Sebastian Cocco

Il consigliere regionale: «In maggioranza è mancato il riconoscimento altrui. Gestione ordinaria inefficiente»

18 maggio 2024
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NUORO Prima da assessore alla Cultura e vice sindaco, poi da presidente del consiglio comunale, è stato uno dei due protagonisti principali degli ultimi nove anni di governo della città. Oggi siede sui banchi del consiglio regionale. A 48 ore dalla fine dell’era di Andrea Soddu, Sebastian Cocco, intervistato in esclusiva dalla Nuova Sardegna fa il punto della situazione politica e traccia, a libro aperto, quella che sarà la strada da seguire per il futuro della città capoluogo della Barbagia.

È terminata una stagione politica della quale lei è stato tra i protagonisti principali. Un idillio di maggioranza poi consumatosi. Quale è stato il punto di rottura definitivo?

«La politica è fatta dalle persone e le persone hanno un’anima. L’anima è composta anche dal thymos, cioè il desiderio di riconoscimento. Le crisi sociali e politiche nascono nel mancato riconoscimento del thymos altrui. È successo anche nella maggioranza a Nuoro, quando una parte consistente ha ritenuto a un certo punto di essere autosufficiente trascurando, quando non umiliando, l’altra parte».

Qual è stato il momento più alto di questa esperienza e quale, di contro, in assoluto il più basso?

«I momenti più alti sono riconducibili alle azioni condotte con spirito di squadra e il coinvolgimento di tutte le energie positive che la componevano. Mi vengono in mente solo azioni del primo mandato. I contributi regionali per i debiti fuori bilancio, la nascita di E-Comune, la candidatura a Capitale della Cultura, il piano delle periferie. C’era una visione complessiva condivisa che si è ridotta alla gestione, peraltro non sempre efficiente, dell’ordinario».

Arriverà il commissario nominato dalla presidente Alessandra Todde. Sarà espressione della politica o una figura di garanzia?

«Avrà un profilo competente e di garanzia, questo mi sento di assicurarlo ai miei concittadini, una figura che non lascerà fuggire alcuna opportunità si presentasse per il bene di Nuoro. Affronterà con competenza i due grandi eventi dei prossimi mesi, ovvero l’Europeade e la festa del Redentore, senza trascurare la gestione ordinaria delle cose».

Il campo largo ora di fatto si metterà al lavoro per il prossimo governo della città. Quali sono le prospettive sul fronte amministrative?

«Le dinamiche locali non possono prescindere dal coinvolgimento del mondo civico e dell’associazionismo. L’offerta politica, comunque la si chiami, deve favorire la sintesi tra tutte le anime che in città operano con spirito di servizio per l’interesse comune».

È vero che la prossima candidata sindaca sarà una donna e che sarà la sua civica “Uniti per Todde” ad indicarne il nome?

«La nostra lista è stata in assoluto la più votata in città alle ultime regionali. Ma questo non significa che imporremo nomi ai nostri compagni di coalizione. Promuoveremo un processo di condivisione anzitutto dei temi principali, pochi e misurabili, su cui costruire il profilo del sindaco e della squadra di governo, uomo o donna che sia».

Un anno di campagna elettorale è alle porte. Quali saranno i temi su cui puntare maggiormente?

«La straordinaria coincidenza di avere la presidente della Regione nuorese e un numero maggiore di consiglieri regionali del territorio, non concede alibi alla lamentazione perenne sul cosiddetto cagliaricentrismo. Occorre partire immediatamente sulla infrastrutturazione materiale (ferrovia) e immateriale (università) destinata ad accogliere l’Einstein Telescope, occasione imperdibile di rinascita, sviluppo sociale ed economico per la città. Sto lavorando poi a un dossier Sanità finalizzato a restituire a Nuoro la dignità e la forze di un autentico polo sanitario».

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