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Nuoro, il Campo largo lancia già la sfida per le elezioni comunali del 2025

di Francesco Pirisi
Nuoro, il Campo largo lancia già la sfida per le elezioni comunali del 2025

Intanto è attesa per le prossime ore la nomina del commissario da parte della Regione

10 giugno 2024
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Nuoro Domani la giunta regionale nominerà il commissario per il capoluogo, al posto dell’amministrazione Soddu. Il Campo largo, oggi al governo della Regione, nella primavera del 2025 lancerà la sfida per conquistare il comune di Nuoro. A sei giorni dal voto contrario che ha fatto cadere l’amministrazione dell’avvocato sindaco, la sinistra in consiglio comunale spiega le ragioni di quel “no” al bilancio (ripetuto per due volte). Trasformatosi nella tomba per la proposta civica da nove anni assurta a teorema per la guida del municipio. Un “no” trasversale, che ha unito chi nel corso di questo secondo mandato di Soddu ha sciolto il legame con il sindaco, e chi da sinistra (il Pd, prima di tutto) è nato, ha vissuto e chiuso all’opposizione. Forze che ieri sono tornate nell’aula consiliare, per spiegare alla città le ragioni delle scelte. E allo stesso tempo per iniziare a parlare ai nuoresi, visto il coagularsi dello schieramento di prospettiva, al quale c’è da aggiungere il movimento Cinque Stelle.

«Perché il sodalizio politico è felice, come si è visto alle recenti regionali», ha anticipato Sebastian Cocco, consigliere della maggioranza alla Regione, uno dei congiurati contro Soddu, separatosi dopo averne sostenuto le sorti elettorali e amministrative per alcuni anni. «Prima ci confronteremo sui programmi – ha proseguito – poi sceglieremo le persone adatte a realizzarli». Per il momento, però, bisogna sbollire ancora la tensione di essere stati, nel bene e nel male, parte di un’amministrazione conclusasi in modo traumatico. Tanto che, a distanza di 25 anni, ritornerà a Nuoro il commissario. E, contemporaneamente, arriverà il decreto di scioglimento del consiglio. Una fine che cade adesso, almeno formalmente. Perché, per l’ex consigliere della coalizione vincente del voto 2020, Narciso Guria, «l’inizio della fine lo dobbiamo collocare subito dopo le elezioni. Quando Soddu – sono state le parole dell’esponente di Un’altra Nuoro-Un’altra Sardegna – ha deciso di nominare due assessori esterni, di partiti (Pd e Riformatori, ndc ) avversari alle elezioni, e ignorare una parte della sua maggioranza».

Un’altra data della fine del mandato di Andrea Soddu è quella che celebrano invece Palumbo, Fadda e Mattu, sino all’inverno scorso nella lista di riferimento del primo cittadino, prima di rompere e votargli contro sul bilancio: «Non avevamo altra possibilità – hanno detto ieri Palumbo e Fadda – vista la chiusura alle nostre richieste di riallacciare i rapporti con chi aveva lasciato la maggioranza, e aprire un confronto alle opposizioni di sinistra, anche per garantirci una prospettiva politica. Il sindaco, invece – hanno aggiunto – per tutta risposta ha cercato il sostegno da alcuni gruppi del centro-destra».

Problemi di convivenza in maggioranza che non sono passati inosservati alle opposizioni. Anzi, rispetto ai quali Lisetta Bidoni (Progetto per Nuoro), ieri, ne ha detto come uno dei motivi per l’incancrenirsi della sua posizione di chiusura all’amministrazione: «Il fatto di non riuscire a fare sintesi nella sua coalizione – ha detto – non lo si poteva non leggere in maniera negativa e dedurne l’incapacità del sindaco nel proseguire il mandato. Limiti d’altra parte palesati – ha aggiunto – nella difficoltà di definire alcune partite, da Pratosardo, all’intermodale. E, poi, i ritardi riguardo la sistemazione dell’anfiteatro». Deficienze belle e buone, per gli oppositori di Soddu, che l’architetto Gianni Dettori (consigliere di Italia in Comune) ha sintetizzato come «mancanza di visione». Mentre Francesco Guccini, civico, oggi nei ranghi del Campo largo, ha rilevato tra gli elementi critici «l’incapacità dell’amministrazione Soddu di riportare Nuoro al centro delle politiche territoriale, con il ruolo di ente-guida». Ruolo che il centrosinistra in formazione vuole garantire nel futuro: «L’opportunità maggiore è nell’Einstein telescope – ha detto il Pd Carlo Prevosto – che almeno in parte sarà a Lula, con ricadute per il capoluogo. Altre possibilità di sviluppo a Nuoro – ha proseguito – credo le possa garantire l’amministrazione regionale, che ha in cassa da spendere sia risorse del Pnrr, sia dei fondi strutturali europei».

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