La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso

Gatto lanciato da un ponte a Lanusei: la Forestale identifica i due responsabili

di Lamberto Cugudda
Gatto lanciato da un ponte a Lanusei: la Forestale identifica i due responsabili

Valanga di reazioni indignate, in prima fila le associazioni a difesa degli animali

07 luglio 2024
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Lanusei Ha lanciato un gattino da un ponte, facendogli fare un volo di decine di metri, mentre due amici lo riprendevano. Hanno postato il video sui social, scatenando una marea di condanna e sdegno per la fine orribile fatta fare al gattino. Per il ragazzino autore del terribile gesto, sono già state presentate denunce da parte di associazioni ambientaliste. Anche la Lida -sezione Olbia in persona della presidente Cosetta Prontu e “Zampe che danno una Mano” Odv, che tramite l’avvocata Giada Bernardi del Foro di Roma hanno presentato denuncia alla Procura di Cagliari nei confronti degli autori della barbara uccisione del gattino.

«Ancora una volta – spiega l’avvocata Bernardi – sono i giovani a rendersi protagonisti di crudeltà inenarrabili nei confronti degli animali: è solare che qualcosa nella società non vada nel verso giusto. Gli autori di atti come questo sono figli di una cultura retrograda – secondo cui la vita di un animale vale meno di niente – e di famiglie troppo spesso distratte e assenti, che scaricano le proprie insoddisfazioni sui più deboli, probabilmente alla ricerca di gratificazioni che non sono capaci di trovare in una professione o in un percorso di studi. O semplicemente per avere successo sui social. Addirittura per noia».

Il Corpo forestale dipartimentale di Lanusei, diretto da Giovanni Monaci, ha identificato due responsabili e, dopo averli convocati nei propri uffici accompagnati dai loro genitori, in quanto minorenni, li hanno denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Cagliari. Il reato contestatogli è l'articolo 544 ter del Codice penale “maltrattamento di animali", che prevede la pena della reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5mila a a30mila euro. È stato spiegato che la pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale. Altri tre soggetti, non visibili nel filmato, sono in via di identificazione, sempre dal Cfva. Il sindaco Davide Burchi, la giunta e il consiglio comunale tutto, hanno prontamente censurato la barbarie del gesto «e, assieme alle autorità preposte è stato attivato ogni strumento necessario all’individuazione degli autori e dei percorsi sanzionatori e rieducativi che l'ordinamento prevede in casi come questo». In una nota si precisa che la vicenda «ha scosso fortemente la comunità lanuseina e quella dei Comuni vicini dai quali, pare, alcuni dei soggetti coinvolti provengono, perché certamente non abituate a confrontarsi con simili manifestazioni di crudeltà».

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