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Cantieri infiniti sulla 131 dcn: «Ritardi pericolosi nei soccorsi e danni alle ambulanze»

di Alessandro Mele

	Segnali e deviazioni nei cantieri (foto Massimo Locci)
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Segnali e deviazioni nei cantieri (foto Massimo Locci)

Gigi Todde: «Spesso le colonne di auto imbottigliate ci rallentano»

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Siniscola «Tempi di viaggio raddoppiati, personale che rischia la vita e pazienti che non vedono garantiti i tempi giusti di arrivo nelle strutture sanitarie». Sono le conseguenze di quattro anni di cantieri della diramazione centrale nuorese sulla strada statale 131, che pagano tutti i giorni addetti e volontari dei servizi di trasporto e primo soccorso.

Le racconta Gigi Todde, autista di ambulanze e presidente dell’associazione “La fenice” di Siniscola. «Tra il paese e Nuoro adesso il viaggio dura anche 40 minuti – spiega sconsolato il 60enne con 24 anni di esperienza nel mondo del soccorso –. La velocità dei mezzi fa la differenza per salvare la vita alle persone o anche solo per garantire un futuro tranquillo. I cantieri sulle nostre strade, invece, creano solo ritardi e l’aggravarsi delle condizioni cliniche».

Una situazione critica e pericolosa per tutti: «Durante servizi urgenti, codici rossi e gialli – racconta Gigi Todde –, ci capita spesso di imbatterci anche in dieci incolonnamenti stradali. Davanti a noi tir, autobus e code di mezzi di ogni genere. Non possiamo fare altro che rallentare la corsa, a volte dobbiamo anche spegnere le sirene. Assurdo, noi con codici di emergenza prioritaria a bordo delle ambulanze, ci troviamo costretti a circolare al passo di un mezzo normale».

Negli imbottigliamenti non ci sono vie d’uscita e anche i mezzi di soccorso si ritrovano senza nessuna soluzione. «È vero – prosegue il presidente dell’associazione siniscolese “La fenice” – noi possiamo prevaricare i limiti di velocità imposti dal codice della strada per abbattere le tempistiche, ma i mezzi non possono volare. La verità è che non abbiamo gli strumenti, da parte delle istituzioni, che ci consentano, in caso di urgenza, di scavalcare e superare birilli e cartelli di pericolo. Noi facciamo di tutto per essere più veloci possibile ma non possiamo permetterci di andare troppe volte oltremodo».

L’emergenza può voler dire dover fare degli strappi alle regole, ma non senza riportare conseguenze significative. «Per evitare le code chilometriche talvolta ci troviamo costretti a dover circolare contromano – ammette il 60enne di Siniscola –. Non dovremmo e non possiamo farlo, ma qualche volta, per eccesso di zelo, è stato fatto. A riportarne le maggiori conseguenze, lungo la diramazione centrale nuorese in direzione Nuoro o verso Olbia, sono state le nostre ambulanze. I birilli che si trovano sull’asfalto hanno staccato i sensori dai mezzi e noi, non solo abbiamo dovuto ricomprarli a cifre molto alte, ma anche aspettare diversi mesi prima che i pezzi arrivassero a destinazione».

Le richieste del mondo dei soccorritori a Regione Sardegna e Anas: «Mi faccio portavoce per tutti – conclude Todde –, chiediamo alle istituzioni regionali che una volta per tutte si studi la realizzazione di una corsia di emergenza preferenziale percorribile in via esclusiva dai mezzi di soccorso. Non serve solo alle ambulanze, ma anche alle forze dell’ordine per intervenire e gestire le varie emergenze accorciando i tempi. Serve anche per evitare di allungare ancora di più i tempi che servono a raggiungere tutti quei piccoli Comuni che non hanno presidi di primo soccorso. L’ambulanza in orario vuol dire garantire possibilità di salvezza a tutti».

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