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Casa del pendolare, si attende ancora per l’apertura

di Simonetta Selloni

	La Casa del pendolare di Nuoro
La Casa del pendolare di Nuoro

Anche per questo anno scolastico sembra tramontata la possibile apertura della struttura

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Nuoro Anche per questo anno scolastico sembra tramontata la possibile apertura della Casa del pendolare, realizzata in via Veneto nello stabile che ospitava l’ex Provveditorato agli studi di Nuoro. La riconversione voluta dall’amministrazione provinciale, e avviata diversi anni fa con fondi regionali provenienti dall’accordo di programma per il rilancio del Nuorese, è praticamente finita. Ma ci sono ancora degli impedimenti tecnici. Intanto dovranno essere sistemati gli spazi esterni, in ottemperanza agli obblighi sulla sicurezza. Quindi, dovranno essere completati i collaudi di tutti gli impianti: elettrico, idrico, riscaldamento.

Non solo: poiché con il trascorrere degli anni sono intervenute variazioni alle norme edilizie, si dovrà procedere ad un collaudo in corso d’opera da parte dei vigili del fuoco. Ultimo, ma non per importanza, ci sarà il collaudo statico. Fermo restando che gli arredi sono stati completati e la struttura è accogliente e concepita per dare il massimo comfort agli ospiti, è soprattutto per il completamento dei lavori di sistemazione della parte esterna che i tempi si allungheranno. «È stato approvato il progetto esecutivo, a breve saranno affidati i lavori che si dovranno concludere entro 120 giorni», dice l’amministratore straordinario della Provincia, Giuseppe Ciccolini. Mettendo insieme la tempistica, è evidente che si andrà come minimo al 2026 perchè le opere si possano ritenere concluse.

E anche a quel punto si dovrà capire cosa fare: se affidarne la gestione ad anno scolastico iniziato, e soprattutto attraverso quale formula. Nella Casa del pendolare, accando al Liceo Scientifico, infatti dovrebbero essere accolti, anche per dormire, i ragazzi pendolari che arrivano a Nuoro per frequentare le scuole. Sono studenti e studentesse che spesso si sobbarcano levatacce, un viaggio non agevole dal paese di residenza, e un rientro altrettanto faticoso, a pomeriggio inoltrato. In alcuni casi le famiglie si organizzano con “navette”, il che significa anche spese extra. La struttura potrà ospitare 57 studenti. I posti letto sono distribuiti su 33 camere, suddivise tra quattro doppie e nove singole, tutte con servizi igienici. I piani del palazzo di via Veneto destinati agli alloggi sono il primo, il secondo e terzo. Oltre che le camere da letto, sono previsti anche spazi di socializzazione, dislocati al piano terra: palestra, sale studio, spazi ricreativi. Il nodo della gestione non è secondario, perchè i ragazzi destinati ad essere accolti saranno soprattutto minori. Un aspetto che dovrà essere tenuto in opportuna considerazione, e che tra l’altro si era rivelato dirimente quando, tempo fa, erano state avviate delle interlocuzioni con l’Università per una possibile destinazione di spazi a studenti universitari. L’ipotesi di mettere assieme questo tipo di utenza così diversa non sembra percorribile, e quindi bisognerà risolvere con attenzione l’aspetto gestionale, e stabilire ovviamente i criteri di assegnazione dei posti. Tutti elementi di cui, almeno ufficialmente, fino ad ora non si è affatto discusso.

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