La Nuova Sardegna

Nuoro

Al Quadrivio

I tifosi si schierano con la Nuorese: «Comune menefreghista da anni»

di Alessandro Mele

	Il gruppo ultras della Nuorese (foto di Massimo Locci)
Il gruppo ultras della Nuorese (foto di Massimo Locci)

Tre ex presidenti: «La soluzione? Privatizzare lo stadio e affidarlo direttamente alla società»

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Nuoro La Nuorese, lo dicono la storia, anche quella recente; e i dati di fatto, è sempre stata un patrimonio sportivo da preservare più per i suoi tanti sostenitori che per le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi decenni. Con il progressivo peggioramento delle condizioni strutturali dello stadio Quadrivio, i rapporti tra la società e il Comune sono andati via via a deteriorarsi e l’inerzia di sindaci e assessori competenti hanno spesso spinto le dirigenze di turno a dover lasciare il timone della società nella speranza di nuovi investitori.

Oggi anche i rapporti tra la dirigenza capitanata dal presidente Gianni Pittorra e la giunta Fenu non sono dei migliori. Tanto che i verdeazzurri, appena tre giorni fa, si sono precipitati in Comune per restituire le chiavi dello stadio. Il tutto prima di fare marcia indietro convinti dall’iniziativa del sindaco che ha convocato un vertice a tema per lunedì 19 gennaio 2025. Ma tra i tanti tifosi che stanno accanto alla Nuorese, non solo per la sua storia sportiva, il parere è unanime. A partire da quello di tre ex presidenti della società. «La soluzione è solo una – dicono – ed è la privatizzazione dello stadio Quadrivio».

Tino Cuccuru è stato presidente dal 2009 al 2012: «Non è possibile che i problemi di oggi siano gli stessi di 40 anni fa – dice –. Un club che rappresenta tutto il territorio non può soffrire della carenza di strutture sportive. La Nuorese in città ha troppi nemici e in Comune nessuno muove un dito. Nessuna squadra, neanche quella del paesello più sperduto soffre un simile atteggiamento. È uno scandalo. Qui – prosegue – le passerelle politiche della domenica si vedono solo in caso di risultati positivi. La soluzione migliore resta quella di una riqualificazione dell’impianto che poi deve essere gestito interamente dalla Nuorese. Solo così si può programmare il futuro della prima squadra e soprattutto del settore giovanile. Peccato che ancora manchi l’attenzione di chi rappresenta le nostre istituzioni».

Michele Artedino ha guidato i verdeazzurri dal 2012 al 2019: «I problemi con l’amministrazione comunale non nascono oggi e non moriranno con l’attuale sindaco – commenta –. Noi abbiamo fatto otto anni senza energia elettrica e oggi il Quadrivio è da buttare giù e rifare. Di fatto le amministrazioni comunali non hanno alcun interesse a dare una mano allo sport in questa città e l’attuale giunta non è esclusa. Ma il problema resta quello della struttura. Lo stadio va privatizzato di modo che gli imprenditori che scelgono la Nuorese possano progettare come meglio credano e soprattutto scegliere se ospitare ancora manifestazioni dannose per il terreno di gioco come il festival serale del Redentore».

Maurizio Soddu ha guidato la compagine più seguita della città dal 2019 al 2023: «Credo che la società e il Comune debbano fare quadrato intorno al progetto di riqualificazione dello stadio per il quale lo studio era stato avviato negli anni del nostro mandato – afferma –. Affidare alla Nuorese una gestione totale e totalizzante resta importante perché è inammissibile che la società sia costretta a far giocare le sue squadre in tre, quattro campi sparsi per la provincia. Le spese sono tante e la società non può farsi carico dei costi generati da eventi diversi da quelli di natura sportiva».

I tanti abbonati che stanno in tribuna hanno a cuore soprattutto i risultati sportivi ma anche tutto l’interesse di assistere alle partite dentro una struttura sicura. Anche qui il parere è unanime: «Il Comune proceda al collaudo del campo e ai lavori previsti di riqualificazione».

In attesa del vertice convocato in Comune, al quale prenderanno parte i dirigenti della Nuorese, il sindaco Emiliano Fenu, l’assessora comunale allo Sport Natascia Demurtas e il dirigente del Settore 8, Roberto Del Rio, la compagine verdeazzurra continua a fare i conti con le carenze strutturali della città. Vale per la prima squadra ma anche per il settore giovanile rimasto senza impianti sportivi dopo la scelta di abbandonare il campo fatiscente e senza caldaia di Città Giardino. Come riferito dai vertici della società, infatti, l’ultimo strano casa riguarda la formazione Allievi che avrebbero dovuto ospitare al Quadrivio la partita di campionato fissata per questa settimana. Peccato che dei lavori «non annunciati» dal Comune per l’adeguamento di un bagno per i portatori di disabilità, abbia costretto la società a dover cercare un campo altrove. E così i ragazzi in maglia verdeazzurra disputeranno la prossima gara nel campo di “Su pradu” a Orune, affrontando, di fatto, un’altra trasferta non prevista verso altri lidi.

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