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Nuoro

Il caso

L’Einstein telescope non parla inglese: il preside di Siniscola scrive ai ministri Bernini e Valditara


	L'Istituto "Pira" di Siniscola
L'Istituto "Pira" di Siniscola

La decisione dopo il “no” della Regione all’apertura di un liceo linguistico all’interno dell’Istituto “Pira”, condiviso anche con Dorgali

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Siniscola «La Regione boccia la proposta di aprire un liceo linguistico all’Istituto Pira di Siniscola e Dorgali: il preside prende carta e penna e scrive ai ministri Bernini e Valditara. «Il diritto allo studio delle lingue non può essere negato».

«Il mese di gennaio è tradizionalmente il mese dell’orientamento, quello in cui le scuole presentano alle famiglie la propria offerta formativa. Un momento cruciale, in cui il futuro degli studenti prende forma». È con questo spirito che il dirigente scolastico dell’Istituto “Pira” di Siniscola e Dorgali, Sebastiano Lai, insieme al collegio dei docenti, era convinto di poter proporre alle famiglie delle Baronie e di Dorgali l’apertura di un nuovo corso di studi: il liceo linguistico. «È l’ultimo tassello mancante per completare un’offerta formativa moderna, coerente con le grandi sfide del futuro», afferma il dirigente.

Sfide che hanno un nome preciso: Einstein telescope, Parco della biosfera di Tepilora, turismo culturale, integrazione delle nuove comunità straniere presenti nel territorio. Eppure, nonostante un percorso istituzionale limpido e condiviso, la risposta della Regione Sardegna è stata negativa.

«Mai avrei immaginato – prosegue Lai – che la delibera del collegio dei docenti plenario, quella del consiglio d’istituto, le delibere dei consigli comunali di Siniscola e Dorgali e, infine, quella della Provincia di Nuoro, potessero essere disattese in questo modo. Così si nega di fatto il diritto allo studio a tanti giovani». Una decisione che il dirigente fatica a comprendere.

«Più passano i giorni e più diventa difficile spiegare come si possa impedire a una scuola di essere motore di internazionalizzazione, integrazione culturale e contrasto alla dispersione scolastica. Nel 2025, negare lo studio delle lingue significa negare opportunità, futuro, cittadinanza europea». Dalla Regione si parla di numeri, ma il dirigente respinge questa lettura. «Ho l’onore di dirigere una scuola viva e radicata nel territorio – sottolinea Lai –. Abbiamo aperto il corso agrario nella Colonia penale di Mamone, offrendo una concreta possibilità di reinserimento sociale. Il “Pira” comprende il liceo scientifico, il nautico e l’istituto professionale per l’agricoltura. Non è una scuola in crisi, ma una scuola dinamica, capace di rispondere ai bisogni reali del territorio».

La questione, però, non si ferma alla Sardegna. Il dirigente ha infatti scritto direttamente alla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo un loro intervento immediato. «Se in Sardegna manca la volontà politica di garantire il diritto allo studio delle lingue, allora è dovere dello Stato intervenire. Non mi fermerò: sono pronto ad arrivare fino al presidente della Repubblica pur di garantire questo diritto ai miei studenti e a quelli di tutta la Baronia». Alla domanda se ci sia ancora spazio per un esito favorevole, Lai conclude: «Prendo atto che finora è mancata la volontà politica. Ma la questione resta aperta. E io non intendo arretrare».

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