La Nuova Sardegna

Nuoro

Centenario Nobel Deledda

Scuola, lingua sarda e 41 bis: le richieste degli studenti di Nuoro a Sergio Mattarella

di Alessandro Mele

	Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Numerosi i temi sottoposti all’attenzione del presidente della Repubblica che sarà presente alle celebrazioni in onore della scrittrice sarda

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Nuoro Politica interna, programmi scolastici, temi d’attualità e le nuove emergenze che affliggono il territorio. C’è un po’ di tutto tra gli argomenti che gli studenti della città svilupperebbero, se sabato potessero sedersi a tavolino per una chiacchierata a tu per tu con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato, infatti, sabato 14 febbraio 2026 sarà a Nuoro per aprire ufficialmente le celebrazioni dedicate al centenario dell’assegnazione del premio Nobel alla Letteratura alla scrittrice Grazia Deledda e, al di là delle istituzioni, saranno proprio gli studenti delle scuole cittadine che avranno più possibilità di stare vicino al Presidente, con una serie di iniziative, molte delle quali restano ancora top-secret.

La voce della scuola «Se avessi l’opportunità di parlare con il Presidente Mattarella, gli chiederei se agli occhi di chi governa il parere di noi studenti è veramente utile. Spesso ci sentiamo inascoltati – afferma Francesco Pala, 20 anni, studente del liceo Scientifico “Enrico Fermi”, nonché rappresentante della consulta provinciale e referente di tutte le consulte studentesche dell’isola –. Ancora, gli esporrei i disagi che vivono gli studenti dei piccoli Comuni e gli chiederei come reagirebbe lui al posto nostro davanti a emergenze come quella del dimensionamento scolastico. Nelle zone interne – prosegue –, infatti, si vivono gravi disagi legati al trasporto pubblico e le strade sono dissestate. L’isola, infatti, soffre di gravi carenze strutturali che la differenziano in negativo dalle altre regioni ».

I programmi Gli studenti chiederebbero al capo dello Stato di farsi promotore di una vera e propria rivoluzione curricolare. «Se avessi dei minuti a disposizione per poter parlare con il Presidente – conclude Francesco Pala –, gli spiegherei l’importanza di avere anche Grazia Deledda all’interno dei programmi scolastici. Al pari degli altri grandi autori della letteratura italiana. Non solo – conclude –, gli chiederei di tenere conto del grande valore dell’insularità che caratterizza la nostra terra e quindi di pensare di proporre dei corsi dedicati agli autori locali e anche alla lingua sarda. Per noi la Deledda e Salvatore Satta sono come Dante Alighieri».

L’attualità Al centro delle possibili domande degli studenti al Presidente, anche il 41bis a Badu ’e Carros. «In riferimento ai recenti interventi di riorganizzazione del sistema penitenziario che coinvolgono anche gli istituti della Sardegna, tra cui quello di Nuoro – dice Carlo Demurtas, 18 anni, rappresentante d’istituto del liceo Classico “Giorgio Asproni” –, con l’assegnazione di detenuti sottoposti a regimi detentivi di particolare rigore, gli vorremmo chiedere quali valutazioni siano state compiute in merito all’impatto che tali scelte possono avere sulle comunità locali. Ancora, in che modo lo Stato intenda accompagnare i territori interessati, garantendo risorse, presidi di sicurezza, trasparenza istituzionale e sostegno alle amministrazioni locali, affinché tali decisioni siano vissute come espressione di responsabilità condivisa e non come un peso per le realtà coinvolte».

Le opportunità Tra gli studenti trapela la voglia di chiedere programmi di sviluppo concreto per il territorio. «Chiederei al Presidente di spendersi con la autorevolezza con cui si è sempre espresso, a tutela delle zone interne e in modo particolare dei giovani che scelgono di spendersi per il loro territorio – aggiunge Sara Patteri, 17 anni, dell’istituto “Francesco Ciusa”. Sentiamo parlare di criteri, da applicare in modo orizzontale, a lui vorremmo chiedere di intervenire per rendere attento chi ci governa all’opportunità di non fare parti uguali tra disuguali e di promuovere un’applicazione dei criteri illuminata, che tuteli chi ha svantaggi in termini di opportunità. Il Presidente può sostenere noi giovani e il nostro futuro intervenendo affinché sia assicurata e non smantellata la presenza dello Stato, con destinazione di adeguate risorse, che attenuino ogni svantaggio».

Le istituzioni C’è infine chi ha delle curiosità tecniche. «Gli chiederei qual’è la parte più delicata del ruolo istituzionale che ricopre – conclude Giorgia Puddighinu, 19 anni, dell’istituto Tecnico “Salvatore Satta” – e in quale momento ha sentito la responsabilità di mantenere gli equilibri tra i poteri dello Stato. Vorrei anche sapere dal capo dello Stato se davvero sono necessari dei cambiamenti agli articoli della nostra Costituzione».

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