Telemaco Murgia pronto a una nuova sfida, è l’unico italiano all’Expedition Africa 2026
L’atleta ogliastrino sarà in gara in una delle competizioni di endurance più difficili al mondo
Dorgali C’è un filo rosso che attraversa continenti, deserti, foreste, montagne e oceani. È il filo dell’avventura, della resistenza e del lavoro di squadra. È lo stesso filo che, da oltre vent’anni, accompagna Telemaco Murgia, atleta di Adventure Racing, guida outdoor e operatore turistico. Murgia è pronto ad affrontare una delle sfide più dure e simboliche della sua carriera: Expedition Africa 2026, tra le competizioni di endurance più estreme e prestigiose al mondo. In questa edizione, l’atleta sarà l’unico italiano in gara, inserito in un team internazionale composto da professionisti statunitensi e brasiliani. Un risultato che rappresenta la sintesi di un lungo percorso umano, sportivo e professionale, che trova ora il suo compimento sul continente africano.
Ogliastrino di origine, oggi residente a Luogosanto, in Gallura, Telemaco vive, si allena e lavora in Sardegna, mantenendo un legame profondo e costante con i territori che ne hanno segnato la crescita. In particolare con Dorgali e Cala Gonone, dove ha vissuto per oltre dieci anni e dove si è formata la sua identità sportiva e personale. È qui, tra i sentieri del Supramonte dorgalese, che nasce la sua passione per le discipline outdoor più impegnative. Un ambiente duro, autentico, tecnico, che non concede scorciatoie e che rappresenta una vera palestra naturale per l’Adventure Racing.
«Il Supramonte e Cala Gonone sono una scuola – racconta Murgia –. Qui impari a leggere il terreno, a orientarti, a gestire la fatica e gli imprevisti». Non è un caso che ancora oggi molti dei suoi allenamenti più specifici si svolgano tra Dorgali, Cala Gonone e l’Ogliastra. Accanto a questi luoghi, Ulassai e Luogosanto completano il triangolo della sua preparazione atletica. «Ulassai è verticale, fisica e mentale – spiega –. Luogosanto è una palestra straordinaria, con una continuità unica tra costa e Bocche di Bonifacio».
Telemaco porterà con sé non solo il tricolore, ma anche i Quattro Mori, simbolo della Sardegna. «Correre in un team internazionale è una sfida enorme, ma anche una grande ricchezza. In queste gare vince la squadra, non il singolo». La preparazione per Expedition Africa è multidimensionale: resistenza di lunga durata, forza, orientamento, mountain bike, kayak e navigazione. Fondamentale è il lavoro sulla preparazione mentale, elemento chiave nelle competizioni di endurance estremo. «Non vince chi va più forte, ma chi sbaglia meno e chi riesce a restare lucido fuori dalla propria zona di comfort».
Accanto all’attività sportiva, Murgia ha costruito una solida carriera nel turismo esperienziale e outdoor. Ha collaborato con gruppi di primo piano come Bluserena, Delphina e Ihc, occupandosi di progettazione, management e coordinamento operativo. «Le spedizioni insegnano a lavorare sotto pressione e a prendere decisioni condivise. È ciò che porto nel lavoro con le aziende». Accanto all’atleta e al professionista, c’è l’uomo: padre e nonno di Enea, convinto che l’avventura sia un patrimonio educativo da trasmettere.
Oggi Telemaco continua il suo percorso tra Luogosanto, Dorgali e Cala Gonone, mantenendo forte il legame con la sua isola. Un percorso reso possibile anche grazie al supporto di Daniela Ciboddo della Engel & Völkers in Costa Smeralda, che accompagna e sostiene questo progetto sportivo e umano. Expedition Africa 2026 diventa così anche un potente strumento di racconto e promozione della Sardegna a livello internazionale.
