La Nuova Sardegna

Nuoro

Il progetto

L’antico pinnettu dei pastori dell’800 rinasce nel complesso nuragico di Noddule

di Valeria Gianoglio

	Il pinnettu nell'area nuragica di Noddule
Il pinnettu nell'area nuragica di Noddule

I gestori del sito recuperano la vecchia capanna utilizzando i materiali della zona

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Nuoro Ha resistito, indomito, fino ai primi del ’900, ma secondo alcune testimonianze è stato realizzato ben prima dai pastori che si muovevano nei pressi e che avevano bisogno di un rifugio sicuro e di conforto. Da alcuni mesi, nel complesso nuragico di Noddule, nelle campagne di Su Linnamene, sulla vecchia 389 che collega Nuoro a Orune, sta rinascendo l’antico “pinnettu” della zona. L’idea di ricostruiralo e recuperarlo, seguendo le stesse tecniche del periodo e partendo dai pochi resti arrivati fino a noi, è venuta ai gestori del sito, e guide turistiche, Mario Cabiddu e Antonia Pintori. E per poterlo realizzare tempo fa avevano chiesto e ottenuto anche un finanziamento regionale di 148mila euro, dei quali finora ne sono arrivati, e spesi, circa 60mila, e ne devono arrivare i restanti 80mila.

«Con questo progetto – spiegano Mario Cabiddu e Antonia Pintori – vogliamo ripristinare l’antico pinnettu e sue pertinenze presenti nel complesso nuragico di Noddule in un’area al di fuori del percorso monumentale. L’obiettivo è quello di di valorizzare l’area con laboratori didattici, visite turistiche ed eventi, fra cui rievocazioni esperienziali oltre che preservare il paesaggio rurale dell’antica vocazione a pascolo della zona e tutt’oggi mantiene tale caratteristica per la presenza di pastori in tutti i terreni circostanti. Il pinnettu di Noddule è realizzato in muratura a secco con qualche rinforzo in malta ancora visibile, misura cinque metri di diametro interno e possiede inoltre quasi adiacenti e pertinenti, una porcilaia in pietra a secco formata da due ambienti rettangolari di due metri ognuno con un piccolo ingresso architravato per l’ingresso degli animali ed una mandra di circa cinquanta metri a semicerchio e adiacente alla recinzione a secco del perimetro esterno del terreno».

Qualche residuo dell’antico pinnettu, dunque, a Noddule è rimasto sfidando il tempo e l’usura, e proprio a partire da quei resti, Mario Cabiddu e Antonia Pintori, stanno partendo con la loro operazione di recupero. Un intervento, precisano, che «verrà eseguito con i materiali locali, sia con il riutilizzo delle pietre dagli accumuli dei crolli presenti in loco, sia con utilizzo di materiali ecocompatibili. I pali della struttura di copertura, ad esempio, saranno dotati di una coibentazione eseguita in pannelli di sughero grezzo e le frasche di completamento poste seguendo la tecnica tradizionale delle maestranze locali».

Ma non basta: il progetto di recupero dell’antico pinnettu prevede pure un altro importante segmento. «Tramite la pulizia dalle piante infestanti – spiegano i gestori del complesso nuragico vicino a Nuoro – collegheremo l’area del pinnettu all’area picnic e boschiva servite dal centro servizi dell’area monumentale già esistente che permetterebbe la creazione di un percorso circolare aggiuntivo ed esterno al percorso monumentale dell’area archeologica, quindi funzionale a collegare fra loro l’ingresso col parcheggio, il centro servizi, l’area picnic, l’area boschiva e l’area dell’antico pinnettu. Verrà separata tale nuova area bosco-picnic e pinnettu dal percorso monumentale dell’area archeologica tramite una delimitazione leggera in legno e corda sorretta da pesi alla base. Si andrà a ripristinare anche la muratura a secco della recinzione perimetrale del terreno per evitare il passaggio di animali selvatici e la fuga di bestiame per i laboratori e per le attività legate all’utilizzo e valorizzazione dell’antico pinnettu».

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