La Nuova Sardegna

Nuoro

Aree in abbandono

Nuoro, detriti e rifiuti nel terreno dell’ex rudere in cui persero la vita i due ragazzini

Nuoro, detriti e rifiuti nel terreno dell’ex rudere in cui persero la vita i due ragazzini

Lo stato di degrado segnalato dai genitori di una delle due vittime. Chiesto l’intervento immediato del Comune

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Nuoro A due anni dalla tragedia del giorno di Pasquetta del 2024 in cui persero la vita Patrjk Zola e Ythan Romano, due ragazzini di 15 e 13 anni travolti dal crollo del solaio di una casa diroccata nel rione di “Funtana Buddia”, l’area di via Dessanay dove sorgeva il casolare è di nuovo nell’occhio del ciclone per lo stato di degrado in cui versa.

La demolizione del rudere decisa dai 13 proprietari, per i quali il gip del tribunale di Nuoro aveva disposto l'archiviazione in ordine alle accuse di omicidio colposo, risale al 29 dicembre scorso, dopo che gli agenti della polizia pochi giorni prima di Natale, erano intervenuti nel rudere noto per la tragedia, in quanto era stata segnalata la presenza di un individuo all'interno dello stabile. Sul posto gli operatori avevano trovato un cittadino extracomunitario, senza fissa dimora che munito di borsone e coperta, stazionava da alcuni giorni all’interno del casolare.

Sentito dagli agenti aveva riferito di non sapere che la struttura fosse pericolante, in quanto di libero accesso. L’assenza di recinzioni e delimitazioni idonee a impedire l'ingresso a terzi, ma anche la mancanza di cartelli che ne segnalassero il pericolo avevano portato il cittadino extracomunitario ad usare il casolare come rifugio. Motivo che aveva portato il Comune di Nuoro, con ordinanza dirigenziale, a imporre ai proprietari del manufatto pericolante, di provvedere entro cinque giorni a misure volte ad evitare l’ingresso di persone presso il manufatto, e ogni altro provvedimento utile a scongiurare potenziali situazioni di pericolo. Ebbene, pochi giorni dopo l’emissione dell’ordinanza, il 29 dicembre, il casolare era stato demolito ma a tre mesi dall’abbattimento parte dell’area a pochi passi dall’Oratorio dei Salesiani, dove gravitavo centinaia di ragazzi, si trova in uno stato di degrado e di grave pericolosità. La segnalazione al Comune è stata fatta dai genitori di uno dei ragazzi morti quel tragico lunedì di Pasquetta.

«Continua a non esserci recinzione – dicono Noelia Pisanu e Damiano Romano, mamma e papà di Ythan –. L'area è accessibile a chiunque, nonostante sia disseminata di detriti pericolosi, ferri arrugginiti, tondini taglienti e macerie instabili che costituiscono un rischio per l'incolumità pubblica. Nonostante l'abbattimento della struttura pericolante – continuano – , il lotto non è stato bonificato, restando in uno stato di incuria, inaccettabile per il decoro urbano». Ecco perché hanno deciso di chiedere un intervento immediato dell’amministrazione comunale per la messa in sicurezza definitiva dell'area e la posa di una recinzione idonea per scongiurare altri incidenti, nel rispetto della memoria delle due giovani vittime. (k.s.)

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