La Nuova Sardegna

Nuoro

Ricerca e sviluppo

La grande sfida di Jacu Piu: «Nuovo polo scientifico»

di Luciano Piras

	Il centro servizi di Jacu Piu. Nei tondini: in alto, Salvatore Piras; in basso, Salvatore Mele
Il centro servizi di Jacu Piu. Nei tondini: in alto, Salvatore Piras; in basso, Salvatore Mele

Nuoro, l’Agenzia Forestas intitola l’aula didattica a Maria Giacobbe. «Location ideale per laboratori e centro studi universitari»

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Nuoro Un’aula didattica multifunzionale, intitolata alla scrittrice Maria Giacobbe. Un laboratorio per attività di studio, ricerca e piccoli seminari. Un laboratorio per la smielatura, l’analisi del miele e altri esami chimici e fisici. Jacu Piu è già nel futuro: il presidio dell’Agenzia Forestas è la nuova frontiera di un Polo scientifico innovativo destinato a crescere e a lasciare il segno. Particolarmente utile per i corsi di laurea in Scienze Forestali e ambientali. A pochi chilometri dalla città, nell’area del Monte Ortobene, è qui, in questi 440,83 ettari di campagne, che prende piede il progetto Restart: un centro regionale per la Ricerca, l’economia sostenibile, il turismo e ambiente per il rilancio territoriale con compiti di ricerca e sviluppo, che vede coinvolti vari enti, dal Consorzio UniNuoro all’Agenzia Forestas, appunto.

Le attività «La foresta demaniale di Jacu Piu ha una location eccezionale in prossimità della strada statale 131 dcn e anche per questa ragione si presta alle attività didattiche e formative che in essa vengono attuate» sottolinea Salvatore Mele, direttore del Servizio territoriale Forestas di Nuoro. Direttrice dei lavori nella foresta demaniale di Jacu Piu è Barbara Denti. L’intero presidio ha una dotazione organica di 40 dipendenti. «Jacu Piu rappresenta uno dei luoghi che fanno parte della storia di Nuoro» va avanti Mele. L’area apparteneva alla famiglia Mannironi da circa un secolo. Pascoli e vigne, orti e frutteti sono il teatro della vita di tutti i giorni che si svolgeva nei paraggi della casa colonica, risalente al 1925, fulcro attorno al quale si sono sviluppate diverse attività a cura dell’Ente foreste della Sardegna prima e di Forestas poi.

La casa colonica È nei dintorni di quella stessa casa, oggi centro servizi, che si trovano diversi campi collezione di fruttiferi (melo e pero in primis) e un vivaio didattico-conservativo delle specie tipiche della macchia mediterranea. Nel 2019 è stata stipulata una convenzione tra l’Agenzia Forestas e l’Agenzia Laore per la conservazione e valorizzazione del gelso: fonte primaria per la bachicoltura (Orgosolo fa scuola vista l’antica tradizione dell’allevamento del baco da seta per la tessitura de su lionzu, il raffinato fazzoletto dell’abito tradizionale che avvolge il viso delle donne). La foresta demaniale di Jacu Piu vanta 2.000 metri quadrati riservati alla conservazione, moltiplicazione e diffusione della biodiversità raccolta e isolata nelle varie zone dell’isola. La valenza didattica-educativa di Jacu Piu è data non soltanto dalla biodiversità vegetale qui custodita, ma anche dalla biodiversità animale. A partire dal 2020, infatti, ospita un gregge di pecore di razza sarda antica.

Le peculiarità «In quest’area è presente una foresta di leccio costituita prevalentemente da cedui più o meno invecchiati» spiega Salvatore Mele. Juniperus oxycedrus, Phyllirea latifolia, Arbutus unedo sono le specie che fanno da corollario, con tutto il resto della macchia mediterranea. Oliveti, frutteti e pascolo alberato sono la prova provata della vocazione agricola delle parti pianeggianti di questo territorio. È qui, in questo regno incantato all’ombra dell’Ortobene, che trova casa Restart, il progetto finanziato da Regione, Centro regionale di programmazione, con risorse del Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione.

La biodiversità Restart punta a valorizzare le risorse agroforestali della Sardegna centrale attraverso le produzioni montane sostenibili e della biodiversità, le terre civiche, la tecnologia del legno, la ricerca nell’ambito di prodotti come il miele e i funghi, con particolare attenzione alla tartuficoltura. È il progetto nato su iniziativa di Regione, Consorzio UniNuoro, Università di Sassari (dipartimento di Agraria) e degli enti locali, Comune di Nuoro e Agenzia Forestas, oltre che di varie associazioni. Sette i pacchetti di lavoro, tutti connessi tra loro. «Alla sua presentazione nel 2019, Forestas ha aderito con interesse ed entusiasmo» assicura il direttore del Servizio territoriale nuorese, Mele. «Nella foresta demaniale di Jacu Piu – conferma l’amministratore unico di Forestas, Salvatore Piras – siamo intervenuti con Restart per una serie di azioni finalizzate alla didattica universitaria realizzando importanti interventi, un’aula didattica, un osservatorio dell’apicoltura e altre attività legate alla vivaistica, all’allevamento della pecora originaria sarda e anche, in collaborazione con Argea, nell’impianto del gelso finalizzato allo studio della bachicoltura. Gli interventi realizzati con l’Università danno lustro al ruolo dell’Agenzia e rispecchiano – chiude – la mission nella ricerca di Forestas».

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