Diffamazione social, chiesta l’assoluzione per l’ex deputato Capelli querelato da Zoffili – Le motivazioni
La difesa: «L’allora segretario del Centro democratico mai citò l’esponente della Lega»
Nuoro Chiusa l’istruttoria dibattimentale ieri si è aperta la discussione del processo per diffamazione che vede sul banco degli imputati Roberto Capelli, l’ex presidente del Centro Democratico, accusato di diffamazione da Eugenio Zoffili, all’epoca coordinatore regionale della Lega. Il pubblico ministero Francesca Pala ha esordito sostenendo che la frase incriminata, del capo d’imputazione, non è chiaro a chi fosse rivolta.
«L’imputato – ha detto la pubblica accusa – si è sottoposto ad esame e ha confermato di aver scritto “quel mononucleato cerebrale che hanno inviato a fare il proconsole in Sardegna” ma ha negato che fosse rivolta a Zoffili». Nella sua pagina Facebook, Capelli aveva commentato un articolo nel quale il leghista Roberto Calderoli chiedeva scusa ai sardi e alla regione che si trovava ad essere trattata come un territorio di appestati, di untori, quando in realtà il virus lo avevano diffuso i turisti provenienti da altre regioni.
Capelli aveva sottolineato di aver condiviso le parole di Calderoli, apprezzandone l’onestà intellettuale, nonostante non fosse del suo stesso partito, ma al contempo aveva anche voluto prendere le distanze da chi invece riteneva avesse agito diversamente e quindi non avesse difeso i sardi. Ed è qui che nel post Capelli aveva fatto riferimento a un non precisato “mononucleato cerebrale”. «È probabile che Eugenio Zoffili avesse pensato che la frase fosse rivolta a lui, per via della parola “proconsole”– ha sottolineato il pubblico ministero – visto che all’epoca ricopriva il ruolo di coordinatore regionale della Lega. Era stato l’imputato, però, a spiegare in aula che quelle parole non erano certamente rivolte alla persona offesa, bensì al presidente Christian Solinas, autore del decreto assunto per la riapertura dei locali nel periodo del Covid. Ebbene – ha concluso il pm rivolgendosi al giudice Valentina Rostellato – alla luce dei fatti, non avendo prove per stabilire che quelle parole fossero davvero rivolte alla persona offesa, non potendo sollecitare una condanna sulla base di un’interpretazione, chiedo che l’imputato vada assolto». L’avvocato di parte civile Fabrizio Mulas, ritenendo provata la responsabilità penale di Roberto Capelli, ne ha chiesto la condanna e il pagamento di una provvisionale. La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocata Anna Maria Busia, condividendo l’impostazione del pubblico ministero ha aggiunto che in questo processo «si è interpretata l’interpretazione fatta dalla persona offesa». L’avvocata, che ha chiesto l’assoluzione, ha rimarcato quanto sia stato importante aver sentito Eugenio Zoffili, perché proprio lui aveva fatto emergere che con Capelli non c’erano mai stati scontri. La persona offesa non era riuscita a spiegarsi il perché di quelle parole nei suoi confronti, proprio perché non erano rivolte a lui. Il 30 aprile è attesa la sentenza. (k.s.)
