La Nuova Sardegna

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La trunfa di Antonio Mastio suona con le pietre di Pinuccio Sciola

di Luciano Piras
La trunfa di Antonio Mastio suona con le pietre di Pinuccio Sciola

“Arrepicadas” di emozioni forti: l’esordio discografico del musicista di Gavoi

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Gavoi «Il mio obiettivo è quello di continuare a valorizzare la musica della Sardegna, cercando allo stesso tempo di darle nuove possibilità di espressione». Antonio Mastio lo fa con orgoglio e determinazione. Lui, musicista di Gavoi classe 1997, suona l’organetto sin da quando era un bambino. Passione e studio degli strumenti tradizionali sardi vanno di pari passo. Da sempre amplia gli orizzonti con incursioni frequenti in stili diversi e composizioni tanto originali quanto sperimentali. «Sono partito dalla tradizione sarda, soprattutto dall’organetto – racconta –, ma nel tempo ho cercato anche di sperimentare e di incontrare altri musicisti e altri strumenti. Così è nato un progetto che unisce tradizione e nuove sonorità». Così è arrivato il disco “Arrepicadas”: «È nato dal desiderio di mettere insieme tutto il percorso musicale che ho fatto finora».

“Arrepicare” non significa semplicemente “toccare”, “suonare” lo strumento in maniera normale, piuttosto: è un rintocco particolare, non il solito rintocco. «È come suonare con più emozione, con più sentimento, connessi e collegati. Si vive, si sente lo strumento come parte di sé» spiega il musicista presentando il suo nuovissimo lavoro. “Arrepicadas” (disponibile su Bandcamp) contiene la collaborazione con tanti artisti straordinari, tra cui il Tenore di Bitti Romanzesu, Dino Madau con le “Pietre sonore” di Pinuccio Sciola, Daniele Monachella con la voce narrante, i Tumbarinos di Gavoi, le launeddas di Michele Deiana, Inghirios, Massimo Pitzalis, Nicola Loi, Fabio Calzia e Giuseppe Cillara, Alessandro Magrini e Gianluca Carta. «La tradizione vive solo se continua a essere suonata, ascoltata e reinterpretata – sottolinea Antonio Mastio –. Con questo disco ho cercato di dare il mio piccolo contributo a questo percorso». La freschezza e la novità emergono fin dai colori pastello dalla copertina del disco. L’illustrazione è opera fatta a mano di Piero Putzu. La grafica del cd è firmata da Oscar Diodoro. «Una particolarità di questo lavoro – chiude Antonio Mastio – è che, oltre agli strumenti musicali tradizionali, utilizziamo anche le pietre sonore. In questo caso si potrebbe dire che “arrepichiamo” anche le pietre. Mentre io suona la trunfa, le pietre sono suonate da Dino Madau di Macomer».

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