La Nuova Sardegna

Nuoro

L’arresto

Non accetta la fine della relazione e perseguita la ex: scatta l’arresto e il braccialetto elettronico

di Caterina Cossu
Non accetta la fine della relazione e perseguita la ex: scatta l’arresto e il braccialetto elettronico

Una lunga serie di minacce, insulti e atti intimidatori che avrebbero reso la vita della donna un incubo

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Siniscola Non accettava la fine della relazione e per due anni avrebbe trasformato la vita dell’ex compagna in un incubo fatto di minacce, insulti e atti intimidatori. Un uomo di 69 anni è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Siniscola con l’accusa di atti persecutori. Secondo quanto ricostruito dai militari, la vicenda sarebbe iniziata dopo la rottura del rapporto sentimentale e alcune questioni legate alla gestione di immobili. Da quel momento, l’uomo avrebbe dato avvio a una vera e propria escalation di comportamenti aggressivi e vessatori nei confronti della donna, che si è rivolta ai carabinieri temendo per la propria incolumità. Le condotte contestate sarebbero state numerose e ripetute nel tempo: danneggiamenti alla porta dell’abitazione, rifiuti rovesciati davanti all’ingresso, un tubo dell’acqua divelto e perfino gesti umilianti come urinare davanti alla casa della vittima. A questo si aggiungerebbero insulti quotidiani, minacce di morte e appostamenti sotto l’abitazione.

Una pressione costante che avrebbe inciso profondamente sulle abitudini di vita della donna. Decisivo per le indagini è stato il materiale raccolto dalla stessa vittima: numerosi video e fotografie che hanno documentato le persecuzioni e consentito ai carabinieri di intervenire rapidamente. L’arresto è stato eseguito con la formula della flagranza differita, che permette di agire entro 48 ore dalle ultime condotte, quando queste risultano chiaramente provate. Rintracciato dai militari, il 69enne è stato posto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Dall’Arma arriva anche un appello: chi vive situazioni di paura o pericolo deve rivolgersi senza esitazione alle forze dell’ordine. Denunciare è il primo passo per attivare le tutele previste dalla legge. Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità dell’indagato sarà accertata nel corso del processo.

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