Liliana, Natascia e gli altri: case all’asta e cure mediche, è boom di raccolte fondi e richieste di aiuto – Come contribuire
Sempre più persone confidano nella generosità altrui per far fronte alle difficoltà
Sassari “La mia casa sta per finire all’asta”, “La mia casa è stata venduta all’asta, aiutatemi, ho figli piccoli”. E ancora, “Non riesco a pagare le cure mediche e i viaggi fuori Regione”. Nell’ultimo periodo si sta assistendo ad un’impennata di richieste di aiuto. Stritolati dai debiti, magari accumulati da altri. Ma stritolati anche dalle spese ordinarie: le bollette, la scuola, la spesa. Sono sempre di più quelli che, seppur lavorando, non ce la fanno a pagare tutto. E poi ci sono anche quelli che non possono lavorare a causa di gravi problemi di salute.
E allora ecco che si ricorre all’apertura delle raccolte fondi: la piattaforma più celebre è Gofundme. Qualcuno ha più difficoltà – e spesso capita che intervengano colleghi o amici – altri sono più disinvolti, ma due sembrano essere i grandi filoni che li spingono a fare pubblicamente la richiesta di soccorso e a confidare nella generosità degli altri: la vendita all’asta della propria casa o il rischio che ci finisca e l’impossibilità di pagare cure mediche perlopiù urgenti che il sistema sanitario pubblico non riesce più a garantire. O se lo garantisce, non è comunque esclusa la necessità di uscire dalla Regione con tutto ciò che ne consegue in termini di spese di viaggio e alloggio. Tra i casi più recenti ed emblematici c’è quello di Liliana Galdi, il cui appello ha portato ad un lieto fine.
Case all’asta – Le storie
I numeri parlano chiaro: 51,4% sono i lotti del comparto case e appartamenti andati all’asta nel 2025. Spesso si tratta di prime case di famiglie travolte dai rincari dei tassi d’interesse e Sassari è la zona con il numero più alto di procedure attive.
Liliana Galdi, Natascia Dessì, Michele Pirroni sono solo i casi più recenti – le loro richieste di aiuto sono arrivate negli ultimi due mesi – e più visibili di un fenomeno che, dunque, è molto più ampio. E mentre Liliana ha avuto un lieto fine, riuscendo a saldare i debiti del padre proprio grazie alla raccolta fondi ed evitando in extremis che la sua casa finisse all’asta e che la madre e il fratello 14enne finissero per strada, per gli altri la corsa contro il tempo è ancora nel clou.
Michele Pirroni, padre di quattro figli, è l’ultimo in ordine di tempo ad aver lanciato il suo disperato appello: ha tempo 120 giorni per raccogliere la somma di 75mila euro e recuperare la casa già venduta all’asta. Fino ad ora, sono stati raccolti poco più di 2mila euro. Una situazione creata dal commercialista, che non ha adempito ai suoi obblighi e poi aggravatasi nel tempo.
Questo il link per aiutare: https://www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-casa-allasta
Ancora in attesa è anche Natascia Dessì, la cui raccolta fondi è stata aperta dalle colleghe. Natascia fa due lavori e il marito è operatore sociosanitario. «Dobbiamo aiutare la famiglia ad affrontare questo periodo delicato, trovare una nuova sistemazione e garantire un po’ di stabilità alle bambine». Bambine di 11 e 14 anni. Ad oggi, la raccolta fondi ha raggiunto quasi 6mila euro sugli 11mila richiesti.
Questo il link per contribuire: https://www.gofundme.com/f/natascia-a-salvare-la-sua-casa
Cure mediche
E poi ci sono Pierpaolo e Monica, due coniugi affetti da fibromialgia per i quali l’isola è diventata troppo stretta. Loro la raccolta fondi l’hanno aperta sulla piattaforma Whydonate e devono raggiungere l’obiettivo è 4500mila euro. I due coniugi sono entrambi seguiti dal Centro di cure palliative di Oristano, ma purtroppo il percorso intrapreso non è più sufficiente: devono curarsi a Roma. E quindi voli, alloggi, spostamenti, il tutto da moltiplicare per due. Oltre, chiaramente, alle visite mediche specialistiche e agli esami diagnostici. Il link alla loro raccolta fondi è: https://whydonate.com/it/fundraising/il-nostro-dolore-e-reale-aiutateci
