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L’Italia celebra Grazia Deledda, cento anni di Nobel nello Stivale – tutti gli appuntamenti

di Alessandro Mele
L’Italia celebra Grazia Deledda, cento anni di Nobel nello Stivale – tutti gli appuntamenti

I sussidiari scolastici della scrittrice svelati a Roma dal ministero dell’Istruzione, Firenze e Venezia ricordano “Grassiedda” con eventi e manifestazioni negli atenei

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Nuoro Da Roma a Milano, passando per i canali di Venezia e le biblioteche di Firenze. Il 2026 celebra l’unica donna italiana ad aver conquistato l’Accademia reale di Svezia. Un viaggio letterario con il premio Nobel come punto d’arrivo, che attraversa la penisola per riscoprire l’attualità di un’autrice capace di farsi universale lontano dalla sua terra, l’isola. Esattamente cento anni fa, il mondo scopriva che una delle voci più potenti della letteratura italiana, in realtà parlava in Sardo. Una lingua intrisa di miti antichi e immagini che richiamano la natura. Era il 1926 quando l’Accademia di Svezia conferiva il premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che con plastica efficacia disegna la vita e che con profondità e calore tratta problemi di generale interesse umano».

A cento anni di distanza, l’Italia dei grandi capoluoghi si ferma per rendere omaggio a quella donna che partendo da Santu Predu ha saputo scalare le vette della cultura mondiale, trovando nel “Continente” la sua definitiva consacrazione. Oggi, il centenario del Nobel non è solo una ricorrenza accademica, ma una sorta di festival diffuso che attraversa quasi tutto lo Stivale.

Roma Se Nuoro è stata la genesi, Roma è stata la terra della maturità, della residenza stabile e del trionfo internazionale. Nella Capitale, dove la scrittrice visse per quasi 40 anni, le celebrazioni assumono un carattere di rigore scientifico e solennità istituzionale. La Biblioteca nazionale centrale di Roma si è imposta come il polo principale degli studi deleddiani del centenario. Lo scorso 29 gennaio 2026 è stato inaugurato il convegno internazionale “A cento anni dal Nobel”, occasione per presentare al pubblico le nuove edizioni critiche di capolavori come “Cosima” ed “Elias Portolu”, curiose commistioni tra biografia e finzione che ancora oggi sfidano i critici.

All’interno della Biblioteca, nello spazio espositivo permanente “Spazi900”, i visitatori possono immergersi in un percorso sensoriale tra manoscritti autografi e prime edizioni rare, frammenti di carta che raccontano la fatica di una scrittura che non si è mai arresa ai pregiudizi del tempo. Partecipano anche le istituzioni. Il Senato, infatti, ha in programma un convegno entro la fine dell’anno, mentre il ministero dell’Istruzione, nella biblioteca “Luigi De Gregori” di viale Trastevere, ha svelato al pubblico documenti rari, tra cui i sussidiari scolastici curati dalla Deledda, preziosa testimonianza del suo impegno civile verso le nuove generazioni.

Milano Nel capoluogo lombardo, Grazia Deledda diventa testimonial di un capitale culturale che vale ancora oggi. Il ciclo di incontri “Deledda 100”, organizzato in collaborazione con l’Università Cattolica, non si limita alla celebrazione accademica, ma pone interrogativi sull’eredità dell’autrice nel panorama globale. I seminari milanesi analizzano la ricezione internazionale delle opere, con focus sulle traduzioni che portarono il suo nome nelle librerie del mondo. Poco distante, a Monza, la Reggia accoglie una mostra d’arte curata da Gian Pietro Bernardini. Qui, i paesaggi metafisici che hanno nutrito la prosa deleddiana rivivono attraverso tele che mescolano realismo e astrazione. L’esposizione, già inaugurata alla presenza di Grazia Madesani Deledda, pronipote della scrittrice, dimostra come la potenza visiva della sua scrittura continui a ispirare le arti figurative di oggi.

Firenze e Venezia La Toscana risponde alle celebrazioni deleddiane non trascurando la sua plurisecolare attitudine alle Lettere. La Biblioteca umanistica dell’università di Firenze ospiterà fino al 30 aprile 2026 la mostra “Scrivere è la mia vita”, mettendo in luce la figura della Deledda come outsider, raccontando di una donna capace di dialogare con i giganti del suo tempo pur senza aver fatto studi accademici. Palazzo Pitti, nella rassegna “Female Perspectives”, la inserisce tra le figure femminili che hanno rivoluzionato la società italiana. Venezia, invece, ha aperto avantieri le porte di Palazzetto Tito per la mostra “Forme d’Argilla”, dove la letteratura incontra la scultura sarda del ’900. Anche l’università Ca’ Foscari ha dedicato una sessione speciale alla scrittrice durante la Giornata mondiale della Poesia dello scorso 21 marzo, con un focus sul suo stile di prosa.

Da Napoli a Cervia Il 2026 è anche l’anno della riscoperta dei luoghi biografici. Cervia, la “città del sale” adriatica dove Grazia Deledda trascorreva le sue estati, ha programmato il palinsesto “100 anni di Grazia”. Dall’8 al 10 maggio 2026, il Festival di Cervia trasformerà i canali della città in un teatro diffuso. A Napoli, l’università Federico II approfondisce il legame tra letteratura e identità con seminari come “La Nobel in cucina”, mentre a Pesaro la rassegna “Un anno con Grazia” culminerà a novembre con installazioni urbane curate dall’Accademia di Belle Arti di Urbino. Anche centri come Fregene, Marsciano e Pordenone partecipano con maratone di lettura, dimostrando che il messaggio deleddiano non conosce confini. Celebrare la scrittrice in tutta Italia a cento anni dal Nobel, significa riconoscere che la sua voce è a tutti gli effetti patrimonio comune nazionale.

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