Casa, bottega e amici in cento metri: «Via Lamarmora è il mio paradiso»
Dalle fabbriche del Nord al negozietto nuorese per riparare telefoni e tablet: l’avventura di Manolo Frattino
Nuoro «Casa, lavoro, caffè e amici in 100 metri. Forse nemmeno. Vuoi mettere? Prima lavoravo in una fabbrica dove assemblavo elettrodomestici, nel nord Italia. Ci mettevo 40 minuti per andare al lavoro, e 40 per tornare. I soldi che guadagnavo lì, ok, ma la serenità e la pace di qui non hanno prezzo. Via Lamarmora è la via dove sono nato, dove mio nonno Alfonso, conosciuto come ziu Frattini, aveva il negozio di idraulica, dove sono tornato a vivere e dove ho aperto il mio negozietto per riparare telefoni, pc e tablet. Non cambierei nulla: i rapporti umani con i vicini di negozio, i pensionati nuoresi che mi offrono un caffè perché magari ho fatto loro ripartire il telefono, i clienti che ci mandiamo reciprocamente, per darci una mano con gli altri commercianti. Siamo una piccola grande famiglia. La prova che il centro non è affatto morto, soprattutto quando si offrono servizi e un sorriso». Cinquantadue anni da compiere tra qualche mese, adolescenza trascorsa fra le cricche di piazza De Bernardi e quelle di viale del Lavoro, studi all’Agrario, e poi il volo per tentare la fortuna lavorativa nel nord Italia, ma Nuoro e la “sua” via Lamarmora sempre nel cuore. «Sono tornato qui perché dopo anni di lavoro in Continente il richiamo della Sardegna e di Nuoro è stato troppo forte – ripete, mentre sorseggia un caffè a pochi metri dalla sua bottega – Lì stavo bene, ma sono tornato diversi anni fa e per l’ambiente: è quello che ci frega. Ritmi, affetti, aria, mare ... qui per arrivare al lavoro ci metto due minuti a piedi, lì 40 e in auto. Non si può davvero paragonare».
È sereno e lo comunica anche con il sorriso, Manolo Frattino. Perché, ripete, «dopo che sono riuscito ad aprire il mio negozietto per riparare telefoni, pc e tablet, nella via dove sono nato e dove vivo, cos’altro posso chiedere? Ho casa e bottega in nemmeno 100 metri, la mia macchina è quasi sempre ferma, nonfarò nemmeno mille chilometri al mese». E poi c’è la routine giornaliera, che profuma tanto di vita lenta, ma piena di volti, umanità e di una miriade di storie. Come quelle che tocca con mano ogni giorno con il suo lavoro, «perché qui nel negozietto, riparando soprattutto telefonini, entro a contatto con la vita delle persone. Le aiuto a non perdere dati, a recuperare foto e messaggi vocali, a difendersi dalle truffe, a salvare documenti. Sempre, ovviamente, avendo cura di rispettare la loro privacy e le loro richieste».
E così, nella piccola bottega di via Lamarmora, capita davvero di tutto. Emozioni, richieste curiose, episodi divertenti, e anche qualche lacrima. «Non posso dimenticare – dice Manolo Frattino – quella volta nella quale è arrivato in negozio un uomo che poi ho scoperto essere appena uscito dal carcere, dopo diversi anni. Aveva acquistato un telefonino, mi ha chiesto di aiutarlo a mettersi in contatto con la sua famiglia. Non conosceva nemmeno whatsapp: gliel’ho scaricato. Gli ho attivato una videochiamata, e così ha potuto vedere per la prima volta i suoi figli. È finita che piangevamo in tre: io, lui e la moglie. Sono storie che ti rimangono dentro».
O ancora, nel negozietto di via Lamarmora, succede anche che entri un papà nuorese disperato, dopo una notte insonne. «L’ho trovato qui davanti, sul presto: mi chiedeva, stremato, di interrompere la sua sveglia – racconta Manolo Frattino – poi ho scoperto che il figlio gli aveva giocato uno scherzo: gli aveva regalato un telefonino e gli aveva impostato, a sua insaputa, una sveglia notturna ogni quarto d’ora. E lui non sapeva come fare per staccarla. Sono riuscito ad aiutarlo ed è stato molto bello, oltreché divertente». E ancora, racconta Manolo Frattino, i clienti più affezionati sono i vecchietti nuoresi o del circondario con i figli o i nipoti lontani, «che aiuto anche per cose semplici come ricaricare un telefonino. E mi chiamano “Fizzù me’. Ecco, sono le cose belle di stare qui».
