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La contestazione

Il sindaco di Macomer: «No al passaggio di Tossilo al Consorzio industriale provinciale» – La polemica

di Alessandra Deledda
Il sindaco di Macomer: «No al passaggio di Tossilo al Consorzio industriale provinciale» – La polemica

Il primo cittadino: «Un modo per svendere il territorio a logiche decisionali lontane da Macomer»

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Macomer «La possibile soluzione all’annosa questione del commissariamento del consorzio industriale di Tossilo emersa nei giorni scorsi dal dibattito pubblico svoltosi a Borore assume caratteri preoccupanti che rischiano, se possibile, di peggiorare una situazione già fortemente complicata». Con queste parole il sindaco di Macomer Riccardo Uda interviene direttamente nel dibattito sul futuro dell'area produttiva, esprimendo una netta contrarietà all'ipotesi di far confluire il Consorzio di Tossilo all'interno del Consorzio industriale provinciale di Nuoro.

Al centro della contestazione del primo cittadino c'è il tentativo di dare attuazione alla legge regionale 10 del 2008. «Si è prospettata, in quel dibattito, l’attuazione del dettato della legge, col passaggio dell’area di Tossilo al Cip di Nuoro che andrebbe quindi a riunire, oltre all’area industriale di Macomer con Borore, quella di Ottana con Bolotana e Noragugume, quella del Sologo con Lula e Galtellì, oltre a Siniscola». Una fusione che Uda respinge fermamente a causa della totale eterogeneità dei territori coinvolti: «Quattro aree che, contrariamente a quanto sostengono i promotori di quella soluzione, tutto sono tranne che omogenee: non lo sono da un punto di vista territoriale né tantomeno per le rispettive funzioni nel sistema dello sviluppo locale».

Il sindaco traccia quindi una netta linea di demarcazione tra le diverse realtà economiche della provincia, ricordando che l'area di «Ottana è ormai relegata ad area di servizi nel settore della produzione di energia da fotovoltaico, semplice zona artigianale-commerciale quella del Sologo e di Siniscola e pienamente a vocazione industriale, anche ricca e articolata nella sua composizione, quella di Macomer-Tossilo». Proprio per questo, secondo Uda, l'applicazione della vecchia riforma non ha senso: «Non si capisce per quale motivo si debba attuare una legge come quella di riforma dei consorzio industriali della Sardegna che tutti a parole definiscono pessima, per poi volerla attuare prospettando soluzioni che rappresenterebbero un peggioramento ulteriore rispetto alla situazione attuale». Una scelta che «non ha alcuna logica da un punto di vista della programmazione industriale e rischia di danneggiare il nostro territorio proprio nel momento in cui se ne potrebbe rivendicare l’autonomia di uno sviluppo autentico».

La linea politica di Macomer poggia sulle risultanze del consiglio comunale dello scorso 16 giugno, svoltosi alla presenza degli assessori regionali Emanuele Cani e Rosanna Laconi. In quell'occasione è stato definito il piano d'azione per il territorio, partendo dal «riconoscimento dell’area industriale di Tossilo come asset di importanza strategica regionale per la presenza del secondo polo di trattamento dei rifiuti della Sardegna, ma anche per la centralità della zona e per la presenza di un tessuto produttivo di livello regionale in diversi settori produttivi come agroalimentare e logistica».

Da qui nasce la proposta di rilancio: la vera svolta richiesta a gran voce alla Regione è la «modifica della legge 10 del 2008 che consenta di costituire il Consorzio per la zona industriale di Tossilo come il nono Consorzio industriale provinciale, con sede a Macomer e col coinvolgimento, oltre che dei Comuni del Marghine, anche della Regione, della Provincia di Nuoro e dei soggetti potenzialmente interessati allo sviluppo industriale del territorio». «Su queste indicazioni e con queste finalità si indirizzerà il mio lavoro e quello dell’amministrazione comunale di Macomer per attuare finalmente il superamento del commissariamento consortile» conclude Riccardo Uda, rifiutando categoricamente opzioni che considererebbe «un modo per svendere il territorio che risponde a logiche lontane da Macomer, dalla sua storia e dalla sua voglia di riscrivere il proprio sviluppo».

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