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La sentenza

Sversamenti di acque nere a Ottana: assolto l’ex presidente del Cip, Gianni Pittorra

Sversamenti di acque nere a Ottana: assolto l’ex presidente del Cip, Gianni Pittorra

Il pm aveva chiesto la condanna al pagamento di una pena pecuniaria

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Nuoro Sul caso giudiziario scoppiato intorno agli sversamenti di acque nere a Ottana, l’ex presidente del Consorzio industriale provinciale (Cip), Gianni Pittorra, è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. Questa la sentenza emessa oggi, 4 novembre 2026, dal giudice monocratico Daniela Russo che a pochi giorni di distanza dall’ultima udienza ha deciso di accogliere la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Varone. Il pubblico ministero Natalino Zarelli aveva invece chiesto una condanna a una pena pecuniaria di 4mila euro.

Secondo l’accusa, Pittorra, che fino a un anno fa deteneva la rappresentanza legale del Cip e all’epoca dei fatti esercitava le funzioni previste dalla legge regionale 10 del 2008 di gestione dell’impianto di depurazione consortile di Ottana, situato nella zona industriale, non aveva osservato le prescrizioni imposte nell’autorizzazione integrata ambientale del settore Lavori pubblici della Provincia, relativamente agli scarichi rilevati in corpi idrici posti nelle are protette secondo la normativa vigente. Nello specifico, com’era emerso dall’attività di campionamento effettuato il 15 aprile 2025 dal personale tecnico dell'Arpas nell’impianto di depurazione consortile di Ottana, gestito dal Cip; e dalle successive analisi di laboratorio, era stato accertato un superamento del valore limite di emissione per la sostanza escherichia coli, in quanto il campione prelevato ed esaminato nel canale di uscita “linea B” dell’impianto, aveva un valore di 39.000 ufc/I00 ml, che non rispettava il limite imposto nell’autorizzazione integrata ambientale. Corpo idrico recettore degli scarichi, inserito nel registro delle aree protette del distretto idrografico.

Stando la tesi difensiva, sostenuta sia con prove documentali che testimoniali, il Cip, invece, aveva fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per evitare quell’unico fenomeno di inquinamento di un giorno, dovuto a uno scarico non autorizzato nei canali di scolo del comparto industriale di Ottana. Secondo la ricostruzione dell’avvocato Varone, in un determinato giorno, un soggetto mai identificato, avrebbe effettuato uno scarico non autorizzato di acque nere mentre il Cip, a monte, aveva fatto tutte le analisi previste dal piano di monitoraggio e controllo, che erano sempre risultate negative, a valle proprio su controllo dell’ente era emerso questo inquinamento per un picco di “escherichia coli”, sintomatico dello sversamento di sostanze fecali. Il Consorzio aveva subito collegato la linea “B” con la linea “A” che doveva trattare quelle sostanze e aveva risolto il problema in due giorni. Aveva poi fatto tutte le comunicazioni necessarie all’Arpas, alla Provincia e agli utenti del Consorzio industriale. Inoltre, sempre secondo la tesi della difesa, altro elemento importante è che il controllo degli accessi in entrata e in uscita non erano di competenza del Consorzio ma di Ottana Energia, per cui per l’Ente il fatto non era controllabile. (a.me.)

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