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Un Facebook tempiese tutti liberi di criticare

di Giuseppe Pulina
Un Facebook tempiese tutti liberi di criticare

TEMPIO. Tutto quello che capita a volte di pensare e di voler dire su Tempio e che non sempre si ha il coraggio di dire. D’ora in avanti, per i più critici detrattori della tempiesità c’è un luogo d’a...

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TEMPIO. Tutto quello che capita a volte di pensare e di voler dire su Tempio e che non sempre si ha il coraggio di dire. D’ora in avanti, per i più critici detrattori della tempiesità c’è un luogo d’asilo nel web disposto a dare ospitalità anche alla più impopolare delle opinioni. È una community, cioè uno spazio aperto al confronto, in cui si può trovare di tutto. Fedele alla filosofia che ne ha ispirato la nascita, si chiama piazzagallura e risponde all’indirizzo internet piazzagallura.capnix.com/. Dietro la virtuale piazzagallura del web è visibile la mano del guru gallurese dell’hi-tech, vale a dire quel Lucio Ghezzo che di internet in Gallura è stato il primo convinto banditore, grazie alla fondazione di Nuragica.

Divenuto negli anni un ancor più convinto sostenitore dell’open-source e della libera digitalizzazione, Ghezzo, da sempre scarso estimatore di certi social-network, non ha mai dimenticato le passioni di un tempo. Come si legge nell’homepage di piazzagallura, sul nuovo sito, da pochi giorni in rete, si possono «trovare in modo semplice ed intuitivo informazioni, discutere nei forum, chiacchierare con vecchi e nuovi amici nella chat, partecipare ai sondaggi riguardanti la community, commentare e votare i post, vendere, acquistare oppure ancora cercare qualcosa attraverso il mercatino».

Tra i primi servizi di piazzagallura c’è la rassegna fotografica con la quale i visitatori mettono in rete le opere incompiute e le piccole, ma pur sempre insopportabili, ingiustizie quotidiane. Non manca naturalmente la possibilità di dare un voto agli amministratori attraverso un click. Giornalmente viene passato al vaglio il fatto più eclatante. L’effetto è quello di affondi gustosi e alternativi, spesso molto irriverenti, propri di chi sente di non avere peli sulla lingua.

Capita così di leggere un commento sarcastico sull’audiodiffusione nelle vie della città delle canzoni di De André. Opera, sostiene ironicamente l’autore del post, di un muezzin non autorizzato e dai gusti discutibili. Ma su piazzagallura c’è anche spazio per proposte e idee, e non solo per brucianti stroncature. La proposta più recente è quella di aderire al progetto MediaLibraryonline con il quale gli utenti della biblioteca comunale potrebbero prendere in prestito gratuito libri e riviste, scegliendo ciò che gli va di leggere all’interno di un catalogo sterminato. Un’idea che a Macomer, e non nella Seattle di Bil Gates, è già diventata realtà.

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