A lezione con il mitico Albertosi

Il portiere della nazionale del ’70 parla di sport con i ragazzi all’istituto Amsicora

OLBIA. Vederlo da vicino fa sempre un certo effetto. E non potrebbe essere altrimenti, anche per chi oggi vive un’altra era, quella del calcio moderno e di Gianluigi Buffon. Come i ragazzi dell’istituto professionale «Amsicora». Il più grande di loro ha forse vent’anni. Troppo giovane. Così come il dirigente della scuola, Gianluca Corda, nato ben 8 anni dopo lo storico scudetto del 1970.

Ma Enrico Albertosi, per loro, non ha bisogno di presentazioni. Sì, perché ci hanno pensato i ricordi ancora appassionati dei loro genitori, o forse dei nonni, a mantenere viva quella favola calcistica. Ieri mattina, il mitico portiere del Cagliari, con cui vinse lo scudetto nel 1970, ha incontrato gli studenti dell’Ipia di Olbia. E loro sapevano bene chi avevano di fronte: uno dei simboli, insieme a Gigi Riva, di un’impresa fantastica. Quasi irripetibile. Per intenderci, lo stesso di quell’Italia – Germania dei mondiali del 1970, passata alla storia come la «Partita del secolo».

Il campione azzurro, dunque, ha passato qualche ora insieme agli alunni. Un incontro informale, di amicizia. «I ragazzi sono stati contentissimi – racconta il dirigente Gianluca Corda -. Hanno parlato con lui, gli hanno fatto qualsiasi tipo di domanda. Per noi è stato un grande onore». Ad accompagnare la visita di Albertosi è stato Vittorio Petta, ora professore di educazione fisica, ma un tempo anche lui giocatore del Cagliari.

Il mitico portiere, comunque, è un frequentatore abituale di Olbia. Nonostante siano passati più di quarantadue anni da quello scudetto, non ha mai smesso di amare la Sardegna. «Ho una casa a Trudda. Mi piace venire qui, soprattutto quando c’è meno caos. Come a giugno e a settembre – racconta Albertosi, classe 1939, che due settimane fa ha anche assistito a una partita dell’Olbia -. È stato bello incontrare i ragazzi della scuola. Parlare di sport fa sempre bene. Anche se noto che, in questo istituto, mancano gli spazi adatti. Gli studenti hanno bisogno di un campo da calcio per praticare sport».

Una dichiarazione che ha colto nel segno.«È vero, non ci sono gli spazi – spiega il docente dell’istituto olbiese, Vittorio Petta -. I ragazzi hanno anche proposto di autofinanziarsi per comprare le porte. Bisogna fare qualcosa».

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