I russi fanno shopping di ville a Porto Rotondo

Acquistate a Punta Volpe la dimora dell’ex moglie del conte Donà Dalle Rose e la residenza da 60 milioni di euro del rampollo di una dinastia di dentisti

PORTO ROTONDO. A resistere al massiccio bombardamento economico della “armata russa” sono rimasti in pochi, nelle splendide e inespugnabili isole del Mediterraneo. Se in Grecia la mitica isola di Skorpios – che fu il riservatissimo talamo di Aristotele e Jackie Onassis e ne conserva le spoglie mortali –, è stata venduta dalla nipote Athina ad un magnate russo, in Sardegna l’enclave dei potenti dell’ex impero sovietico si sta allargando a macchia d’olio.

Punta Volpe, un tempo regno incontrastato di nobili e artisti, magnati dell’auto e attrici da sogno, si è ora trasformata in una banale dacia di grande madre Russia. L’ultima a capitolare è stata la contessa Francoise Marsot, prima moglie divorziata del conte Niccolò Dalle Rose la quale, nei giorni scorsi, ha venduto ad un anonimo georgiano la sua splendida villa in riva al mare, una delle prime costruite nel borgo. Dalla quale si gode un panorama mozzafiato che spazia a trecentosessanta gradi, da Mortorio a Monte Plebi. Venti stanze con annessi servizi, discesa a mare privata, un giardino di quasi quattro ettari, macchia mediterranea a profusione e ginestre selvatiche che, in questo periodo, inondano gli occhi di un giallo intenso e le narici di profumata essenza. Prezzo stimato 40 milioni di euro, che una agenzia immobiliare locale si è affrettata a sminuire.

Pochi metri più avanti, giusto lo spazio di un muretto a secco, anche la villa con due dependance sul mare dell’erede austro-italiano della dinastia di dentisti che, in cento anni di attività, ha messo le mani nella bocca dello Zar di tutte le Russie, di venti teste coronate, tre Papi e migliaia di facoltosi clienti: il romano Sebastiano Hruska avrebbe (il condizionale è d’obbligo, trattandosi di compravendite riservatissime per ragioni di privacy e fiscali) ceduto il suo eremo e l’omonima spiaggia ad un altro pluriricco e altrettanto anonimo georgiano. Una compravendita per circa sessanta milioni, pagati sull’unghia. Tanto che il rampollo dei dentisti si sarebbe subito accasato poco distante, in un mega appartamento sulla piazzetta. E così a Punta Volpe, scoglio granitico che diede vita al borgo dei Conti veneziani e un tempo meta di artisti di fama internazionale e di personaggi d’ogni rango, sono rimasti soltanto tre mitteleuropei ad arginare l’avanzata dei postsovietici e proteggere le loro proprietà dall’assalto, a suon di euro, dell’armata russa. Non vende, anche se ormai l’età avanza, l’ottantaseienne Carlo Hahn, presidente onorario della Holding Volkswagen e felice possessore (dal 1969) dell’eremo a est di Punta Volpe. I suoi terreni sul mare confinano però con quelli di Roustam Tariko, banchiere e distillatore dell’Imperial Vodka, proprietario di centri commerciali nonchè esclusivista per Russia e dintorni di marchi come Martini e Cinzano. Da Miriam Bertolini, in arte Veronica Lario, già moglie pluriesigente (in termini economici) del Cavaliere, acquistò nel 2006 villa Minerva. Una dimora sul mare confinante con altre due ville comprate, nel 2008, da un altro degli “oligarchi” di fidata fede e osservanza putiniana, Moshe Vyacheslav Kantor. Industriale ebreo, grande mecenate e amante dell’arte. Dopo la sua proprietà c’è “ Villa Guttuso” la ex dimora portorotondina della contessa Marta Marzotto, una casa impreziosita dai dipinti del maestro siciliano, il pittore di Bagheria che a Porto Rotondo trascorse buona parte delle sue focose estati in compagnia della contessa. La villa, nel 2009, venne acquistata da Irina Garber, modella russa plurimiliardaria che riuscì nell’impresa (e non certamente per danaro) sbaragliando concorrenti del calibro di Roman Abramovich, petroliere e patron del Chelsea Calcio che aveva adocchiato quella villa dall’alto del suo panfilo di 166 metri. Una villa importante, che ospitò Boris Eltsin, Sofia Loren, il cantante Julio Iglesias, e poi decine di attori, attrici, regnanti e vip d’ogni sorta. Marta Marzotto l’amava tanto da non volersene separare, poi Irina Garber, chissà come, riuscì a convincerla. A patto, inderogabile, che gli affreschi di Renato Guttuso rimanessero intatti. Nella parte alta di Punta Volpe resta saldamente in mano di Ennio Doris l’omonima villa. L’amministratore delegato di Mediolanum, consigliere di Mediobanca e Fondazione monte Tabor nonchè amico personale e sociò in affari di Silvio Berlusconi, non ha nessuna intenzione di cedere il suo eremo sardo.

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