Kyenge: «Soffriamo insieme alla Sardegna»

Il ministro per l’Integrazione ribadisce l’impegno dello Stato per avviare la ricostruzione

OLBIA. Tocca al ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge far sentire la vicinanza dello Stato a una comunità piegata dal dolore. Il ministro partecipa ai funerali delle vittime olbiesi dell’alluvione, nel palazzetto dello sport del Geovillage. Un blitz rapido. Arrivo nel primo pomeriggio all’aeroporto Costa Smeralda e partenza subito dopo il commosso addio ai figli di Olbia morti nella tempesta di acqua e fango.

La Kyenge ribadisce l’importanza della solidarietà in questa giornata del dolore. E allontana ogni polemica sulle eventuali responsabilità della tragedia che in Sardegna ha piantato 16 croci nel fango. «È un obbligo essere qui, oggi, per ribadire la solidarietà e il sostegno alla comunità sarda a cui da subito il governo ha dato – dichiara il ministro –, sia un sostegno morale, sia economico, con uno stanziamento di 20 milioni di euro fuori dalla finanziaria».

Il ministro ricorda di aver scoperto la Sardegna nella sua recente visita nell’Oristanese.Descrive un popolo forte, determinato, che sarà capace di risollevarsi dalla catastrofe. «Ho conosciuto la Sardegna e i sardi pochi giorni fa – aggiunge il ministro Kyenge –. È un popolo tenace, accogliente. Sono sicura che andrà avanti con questo grande senso di solidarietà per uscire da questa tragedia». Nessuna sponda alle polemiche dei giorni scorsi sui presunti ritardi nella macchina dei soccorsi e dell’avviso di allerta meteo ai comuni. «In una giornata come questa dobbiamo dimostrare un grande sentimento di solidarietà – dice con fermezza –. Per quanto di sua competenza il governo farà la sua parte nella politica di prevenzione. Ma in questo momento preciso, serve sostegno e solidarietà alle famiglie delle vittime».

Un pensiero in linea con quanto già detto mercoledì sera dal premier Enrico Letta nella sua visita a Olbia, al Centro di coordinamento dei soccorsi. Letta aveva ribadito la vicinanza della comunità nazionale alla Sardegna. «Sono qui per incoraggiare il lavoro dei volontari e delle forze dell’ordine», aveva dichiarato. Una visita importante per la Sardegna, soprattutto per l’annuncio dello stanziamento dei primi 20 milioni di euro per fare fronte all’emergenza. Risorse preziose per ricucire le prime ferite dell’isola devastata dalla furia dell’acqua, mettere in salvo le persone, assistere gli sfollati, ripristinare la viabilità. Fondi solo per l’emergenza, aveva chiarito Letta, facendo capire in modo chiaro che lo Stato non ha intenzione di dimenticarsi della Sardegna non appena si spegneranno i riflettori. Ma che sarà presente anche nella fase della ricostruzione.

Lo Stato mostra di essere vicino all’isola ferita e alle vittime dell’alluvione. Dopo il premier Letta, i ministri Kienge e Mauro, venerdì in città arriverà anche Maurizio Lupi, ministro alle Infrastrutture ai Trasporti. Una presenza massiccia che non cancella però l’amarezza che arriva da Arzachena. Nella città in cui la furia del fiume ha travolto una intera famiglia di origini brasiliane nella sua casa-garage, l’unica presenza dello Stato è stata quella del sostituto procuratore del tribunale di Tempio, Riccardo Rossi. Il magistrato ha eseguito un sopralluogo nel seminterrato in cui hanno trovato la morte Isael Passoni con la moglie Cleide Mara Rodriguez e i due figli, Weriston di 20 e Laine Kellen di 16. Con lui solo il sindaco. Come se Isael, Mara, Weriston e Laine fossero morti di serie B. Fuori dall’abbraccio solidale riservato a tutte le altre vittime della tragedia.

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