Moby Magic, una condanna per il naufragio
Un anno e 4 mesi di reclusione all’ufficiale Gennaro Di Meglio per l’incidente al largo della Maddalena
LA MADDALENA. È definitiva la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione inflitta a Gennaro Di Meglio, terzo ufficiale, per il naufragio colposo della motonave Moby Magic, avvenuto al largo dell’isola della Maddalena l’11 settembre del 2003. La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, rigettando il ricorso dell’imputato, al timone della nave l’11 settembre di 11 anni fa, accusato di aver causato l’urto della nave su alcune rocce della Secca dei monaci. «Per avere provveduto solo tardivamente – si legge nella sentenza – a disporre l’accostata della nave, oltre a omettere l’accertamento dell’erroneità della rotta e della posizione della nave. Là dove l’imputato avesse correttamente ottemperato agli obblighi che la sua posizione gli imponeva, lo stesso si sarebbe agevolmente reso conto degli errori commessi con la possibilità di adottare tutti gli accorgimenti del caso».
La sentenza chiude la vicenda giudiziaria cominciata all’indomani del naufragio.
Alle 17,45 dell'11 settembre 2003 la Moby Magic, 165 persone a bordo, navigava al largo di Porto Vecchio, in Corsica. Alle 18,40, all'altezza della secca dei Monaci, i passeggeri e l’equipaggio sentono un forte scossone, come un colpo d'onda violenta sullo scafo. La nave comincia a imbarcare acqua. Quando si allaga la sala macchine e i motori si fermano, il comandante ordina l'abbandono. L’operazione di salvataggio dei passeggeri non è facile. Le condizioni meteorologiche sono proibitive. Vento di libeccio a forza 7-8, mare a forza 5. Arrivano quattro unità della capitaneria di Olbia e La Maddalena, a terra viene preparato un salone di accoglienza per i naufraghi, tutti o quasi incolumi. La magistratura avvia subito una indagine per verificare le responsabilità.