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Alghero, truffa da 3 milioni di euro alla marchesa Zoagli: l'ex preside Gosmino dovrà risarcire i familiari

di Nadia Cossu
Alghero, truffa da 3 milioni di euro alla marchesa Zoagli: l'ex preside Gosmino dovrà risarcire i familiari

Reato prescritto in appello ma i giudici confermano le statuizioni civili

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Alghero Il reato di truffa è prescritto ma i giudici della corte d’appello di Sassari hanno confermato le statuizioni civili a favore delle persone offese, i familiari della marchesa Zoagli. Trecentomila euro come provvisionale immediatamente esecutiva e un risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale da stabilirsi in sede civile.

È l’esito del processo di secondo grado che ha visto imputati Rodolfo Gosmino, ex preside dell’istituto alberghiero di Alghero e commercialista, e la figlia Giulia Irene Gosmino con l’accusa di aver truffato la nobile e ricchissima marchesa di Alghero Ernestina Tacchino Zoagli, (deceduta nel 2020 all’età di 97 anni), e alcuni suoi familiari. Una truffa da circa tre milioni di euro, aveva accertato la Procura nel processo di primo grado che si è concluso nel 2023 con la condanna a 5 anni per Gosmino padre, e a un anno e sei mesi per la figlia. «Un’enorme sofferenza – avevano evidenziato gli avvocati di parte civile Sabina Useli e Paola Boeti durante la discussione nel processo d’appello – quella provocata alla vittima e ai suoi cari, considerata l’enorme gravità delle condotte di chi ha distrutto gli ultimi anni di vita della proprietaria dei beni immobili, dei denari e dei valori fraudolentemente sottratti alla stessa, riducendola in assoluta indigenza».

A luglio dell’anno scorso il procuratore generale Roberta Pischedda ha sollecitato la conferma delle condanne di primo grado, richiesta alla quale si erano associate le due legali della difesa, Useli e Boeti.

La vicenda aveva avuto origine nel 2011 quando Donna Ernestina, molto anziana, malata, senza eredi legittimi e soprattutto ricchissima, andò da un notaio e davanti a lui affidò il suo patrimonio nelle mani del commercialista che aveva conosciuto anni prima. E lì sarebbe cominciata per il pubblico ministero la sua disavventura. Perché Rodolfo Gosmino l’avrebbe «illusa di poter realizzare la sua più grande aspirazione personale di destinare le proprie possidenze all’aiuto di scrittori meritevoli e non abbienti». Ma per l’accusa l’anziana marchesa sarebbe stata isolata e allontanata da amici e lontani parenti.

La “Fondazione Ernestina Zoagli” venne sì istituita, ma le leve del comando sarebbero state nelle mani dell’imputato. Che, sempre secondo l’accusa, isolando la marchesa in particolare allontanandola da amici e parenti lontani, aveva potuto ottenere la presidenza della fondazione. Un raggiro che alla nobildonna sarebbe costato – come rimarcato anche dalla Procura generale, circa tre milioni di euro.

Ora è arrivata anche la sentenza del processo di secondo grado che, al di là della prescrizione del reato, ha sancito il diritto, per gli eredi, di ottenere il risarcimento del danno. Il passo successivo sarà dunque davanti al tribunale civile.

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