La Nuova Sardegna

Olbia

Ladri scatenati: svaligiato un altro bar

di Angelo Mavuli
Ladri scatenati: svaligiato un altro bar

Stavolta è stato preso di mira quello del rifornitore Agip. Distrutte e svuotate due slot machine. Filmati i malviventi

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TEMPIO. Ancora una spaccata, la seconda in meno di 24 ore a Tempio, l’ennesima nel corso di questi primi quattro mesi dell’anno, portata a termine ieri mattina intorno alle 4, ai danni di un esercizio pubblico.

Ad essere preso di mira, questa volta, è stato il Bar del rifornitore Agip di San Giuseppe, (all’incrocio fra la statale 127 per Sassari e la statale 133 per Palau), di proprietà di Lino Fresi. Il bar, che serve gli abitanti del rione e i clienti del frequentatissimo rifornitore, era stato già preso di mira mercoledì scorso, quando due persone, mascherate, visibilissime nelle telecamere di sorveglianza dell’Agip, sono penetrate all’interno del bar, convinte di poter portar vie le slot machine con facilità.Le stesse però erano state fissate solidamente al muro con sbarre di ferro e per giunta saldate fra di loro. «Ieri mattina - racconta Lino Fresi al telefono, (fuori città per altri impegni), i due di mercoledì scorso, intorno alle 4, si sono ripresentati. Uno, come risulta dalle immagini (un filmato in piena regola, già visionato dai carabinieri), è rimasto fuori, all’altezza di una finestra laterale a fare il palo. Il secondo invece, dopo avere aperto con un oggetto la fragile porta a vetri del bar, incurante dell’allarme che suonava e che dopo un po’ si è fermato, ha cominciato con un flessibile, a tagliare le sbarre di ferro e, sempre con lo stesso mezzo, a dividere le due slot machine che avevamo saldato fra di loro con l’intento di proteggerle. Una volta liberate, anche il secondo individuo è entrato nel locale e ha aiutato a trasportare le due macchine piuttosto pesanti all’esterno»

Il furto verrà scoperto dopo alcune ore all’apertura del bar. Le due slot machine, sventrate con il flessibile edaperte come scatolette, sono state notate ieri mattina, dietro l’abside della chiesa di San Giuseppe, dagli alunni dell’omonima scuola. Tutt’attorno i rottami e i diversi contenitori delle monete, ovviamente vuoti. Dopo i rilievi dei carabinieri, le slot machine sono tornate nella disponibilità della ditta concessionaria. Lino Fresi, invece, evidentemente istruito dai carabinieri (che ieri hanno battuto la città in lungo e in largo), non dice di più. Non svela, ad esempio, con quale tipo di mezzo siano state portate via le due slot machine né azzarda ipotesi sugli autori del colpo. Appare dispiaciuto ma soprattutto preoccupato per l’escalation degli atti delinquenziali che si stanno verificando non solo contro il suo esercizio, già visitato in questi ultimi anni almeno una decina di volte (fra cui anche una rapina in piena regola), ma anche nei confronti dei numerosi esercizi cittadini nel giro di 4 mesi. Il Friends avantieri, per due volte negli ultimi 15 giorni. Ed ancora, il Liberty di Via Roma superiore, preso di mira il 14 aprile e prima ancora l’11 ottobre dell’anno scorso e per altre cinque volte ancora, sempre nel corso dell’anno scorso. Ma non sono gli unici. Ultimamente c’è stato anche l’elegante bar ristorante Glimmer Caffè che si affaccia sulla degradata e mai nata Piazza Grandi, altri bar in circonvallazione San Giuseppe e nella zona di San Sebastiano e in alcuni circoli ricreativi in diversi rioni della città, (da uno, privo di slot machine, è stato portato via il registratore di cassa con pochi spiccioli di fondo cassa) e infine i furti nella case e nelle scuole cittadine. Le indagini sugli episodi di questi giorni sono condotte dai carabinieri della locale stazione, coordinati e diretti dal loro comandante, il maresciallo capo Massimo Palma che, come è ovvio che sia, non si sbilancia su questa preoccupante recrudescenza di atti delinquenziali non più ascrivibili a semplice malessere giovanile. Una situazione comunque difficilissima, vissuta dalla cittadinanza con estremo disagio e che carabinieri e polizia stanno cercando di arginare con il massimo dell’impegno. La speranza è che quanto prima questa loro indefessa attività dia i frutti che tutte le persone oneste della città si attendono.

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