La Nuova Sardegna

Olbia

Si dimette Cachia, la giunta è in bilico

di Antonello Palmas
Si dimette Cachia, la giunta è in bilico

L’ex assessore alla Cultura: «Questo settore non è una priorità». Il sindaco: «Costretti a dirottare fondi per l’alluvione»

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OLBIA. «Questo non è un colpo di testa, nasce da attente riflessioni»: Vincenzo Cachia fa questa premessa prima di spiegare il motivo per cui da ieri ha deciso che non sarà più l’assessore alla Cultura del comune di Olbia: la constatazione che la cultura non sarebbe – dice – tra le priorità di questa amministrazione. Una notizia che insieme al gruppo consiliare dell’Udc di cui è espressione ha annunciato ieri mattina al sindaco Giovannelli e che ha protocollato nel pomeriggio poco prima della riunione dle consiglio comunale. Pizzadili ha chiesto che si discutesse la questione in aula, ma il presidente Vanni Sanna ha imposto che fosse rispettato il volere del gruppo consiliare di Cachia, che voleva attendere il rientro del capogruppo Stefano Giua, esigenza espressa da Gianluca Corda, il cui unico commento sulla vicenda delle dimissioni è stato che «il nostro assessore di riferimento si è trovato spesso a fare le nozze con i fichi secchi, a volte anche senza di essi...»

Una decisione che per la verità era nell’aria già da tempo e restano in sospeso sino alla discussione interna al gruppo il futuro della giunta e gli eventuali nuovi assetti. Situazione difficile che il sindaco Gianni Giovannelli ha stemperato lodando l’operato dell’assessore uscente: «Lo ringrazio per quanto ha prodotto, certo non è una bella notizia se la motivazione fosse legata a un sostegno non adeguato nei confronti di un settore, quello della cultura, che invece è sempre stato particolarmente caro all’amministrazione». Il primo cittadino ha ricordato quindi che «dal 18 novembre la città vive una situazione di emergenza e si sono dovute fare delle scelte, puntando le poche risorse disponibili su interventi urgenti». E riconosce che «Vincenzo ha fatto cose importantissime, basti pensare alla nuova vita delle biblioteca comunale e ai tanti eventi promossi, spesso a costo zero».

Ma Cachia commenta: «Non è una decisione basata sugli ultimi 5 mesi, fa parte di un percorso personale che ha motivazioni molteplici. Non mi sento più parte del progetto della maggioranza, se mai l’ha avuto. La cultura per questa coalizione non è mai stata tra le priorità, che riguardano due-tre ambiti». E precisa che la sua analisi riguarda l’ultimo triennio, non il periodo dal 18 novembre. «Comunque mi ritengo soddisfatto perché grazie allo staff i risultati sono stati raggiunti lo stesso: la biblioteca-mediateca, la scuola di musica, l’utilizzo del museo. Ma la maggioranza non c’era e siccome non inseguo le poltrone, per una questione di coerenza, essendo stato eletto, dico basta se non è possibile fare quello che la gente si aspetta». Cita come esempi «Olbia rock, iniziativa lodevole che andava avanti da anni, le manifestazioni di Mavi Careddu, la grande danza a San Pantaleo, tutte cose che abbiamo perso». Afferma di non avere rancori personali verso nessuno. Un saluto personale lo riserva alla struttura dell’assessorato «dove ho trovato grande disponibilità e capacità».

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