Il sindaco: la cultura non è stata ignorata
Giovannelli respinge le motivazioni di Cachia. Oggi la riunione del gruppo di Giua, Langiu e Corda per decidere cosa fare
OLBIA. L’addio di Vincenzo Cachia tiene la maggioranza in fibrillazione. Cosa farà l’Udc che, sotto l’insegna del gruppo Popolari per la Sardegna, sta dalla parte di Giovannelli? Oggi il gruppo consiliare si riunirà con i suoi tre componenti: il capogruppo Stefano Giua e i consiglieri Vito Langiu e Gianluca Corda. Con loro ci sarà anche Gianni Derosas, il commissario cittadino dell’Udc, recentemente riconfermato alla carica da Giorgio Oppi. Gli scenari possibili sono due: l’Udc designa un nuovo assessore al posto di Cachia e resta in maggioranza, oppure lascia campo libero e passa all’opposizione. Tutti restano in attesa delle mosse e delle motivazione che le sosterranno. A cominciare dal sindaco Gianni Giovannelli. «Mi sembra giusto – osserva il primo cittadino – sapere il risultato del loro incontro e sentire cosa poi verranno a dirmi. In questo momento non è proprio il caso di parlare di crisi della maggioranza e di cose ad esso connesse. Aspettiamo. Di certo non posso che respingere l’accusa che ho sentito pronunciare dall’assessore dimissionario, di un nostro disinteresse verso la cultura».
Il sindaco spiega che «l’assessore alla cultura sa benissimo quali sono i legami che ci vincolano. Parlo di patto di stabilità e numero di assunzioni. Detto questo, però, mi sembra che ci siamo mossi bene sul fronte, a cominciare proprio dall’assessore Cachia. Parlo delle cose fatte per il museo archeologico, la biblioteca comunale, l’urban center, la scuola civica di musica, per non parlare delle varie rassegne culturali organizzate e sostenute dal comune. I soldi sono pochi, ma abbiamo comunque cercato di fare cose importanti». L’ultimo capitolo Giovannelli lo dedica alle scuole. «Parlare di un comune che non pensa alla cultura – dice il sindaco – mi sembra ingeneroso. Soprattutto pensando al fatto che abbiamo impegnato oltre 3 milioni di euro per mettere a norma le scuole».
Dal suo canto, Vincenzo Cachia ieri ha ripetuto che le sue «dimissioni sono definitive e irrevocabili. Per me il percorso è concluso. Davanti a una maggioranza lenta e divisa, che non ha la cultura fra le priorità, non ci possono essere altre scelte. Non ho alcun problema personale con nessuno. Ma non ci sto più. Chiaramente auguro al sindaco e alla giunta di andare avanti per altri due anni e di ottenere buoni risultati. Ma questo cammino lo faranno senza di me».
Cachia ricorda cosa è successo subito dopo le dimissioni. «Mi ha chiamato tanta gente – ricorda l’ex assessore alla cultura –, per condividere la mia scelta. Il gesto è stato capito, insomma. Semmai sono stati dfavvero pochi i colleghi della giunta e del consiglio che mi hanno mostrato solidarietà».
Stefano Giua, capogruppo in consiglio comunale dei popolari per la Sardegna per ora dice solo di «non aver fatto in tempo a esaminare la situazione. Ero fuori dall’Italia – dice –. Ma la riunione dei consiglieri e del commissario servirà a chiarire la situazione».
Stessa posizione di Gianni Derosas, commissario cittadino Udc. «Teniamo tutto in stand-by – sottolinea – poi, appena la situazione sarà chiarita, e parleremo con il sindaco, faremo sapere le nostre decisioni».
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