Compost a Telti, Matteo Sanna dice no
L’ex consigliere regionale si oppone al nuovo impianto che sorgerà nell’area artigianale: «Pronti a scendere in piazza»
TELTI. Il telefono non smette di squillare. Lui puntualmente risponde, incassa consensi, e poi riappare più carico e motivato di prima. Matteo Sanna è come un generale prima della battaglia. Si dichiara pronto ad arrivare fino in fondo. «Un impianto di compostaggio così vicino al paese? Mi opporrò con tutte le forze». La carica dell’ex sindaco, ed ex consigliere regionale, è come uno tsunami. Non vuole sentire ragioni. E così smantella pezzo dopo pezzo le fondamenta di un progetto che se realizzato, per lui, provocherà soltanto danni. I motivi sono diversi: prima di tutto il cattivo odore che si abbatterebbe su tutta Telti. «Ma voglio chiarire una cosa: la mia non è una battaglia contro nessuno. Non ho nulla contro il sindaco, la ditta e tantomeno contro il compost. La mia è una battaglia da cittadino responsabile».
I fatti. A febbraio a una ditta olbiese, la Mediterranea ambiente srl, che si occupa si servizi ambientali, sono stati assegnati due lotti della zona artigianale di Telti tramite un bando. Così il 24 aprile l’impresa ha presentato allo sportello delle attività produttive la richiesta per la realizzazione di un impianto per trasformare i rifiuti ligneo-cellulosici in compost, cioè quel fertilizzante utilizzato tanto nei campi quanto in giardino, ottenuto tramite un lungo ciclo di umificazione e decomposizione delle materie organiche. Il Comune ha quindi convocato per martedì una conferenza di servizi, che coinvolgerà anche Provincia, Abbanoa e vigili del fuoco, per prendere in esame la richiesta.
Cattivo odore. L’ex sindaco è un fiume in piena. Ormai la rottura con l’attuale primo cittadino, Gianfranco Pinducciu, storico alleato, è sotto gli occhi di tutti. Ma Sanna non parla di questo, preferisce concentrarsi solo sul compost. «Certi impianti vanno ubicati lontani dal centro abitato. Non a 600 metri dalle case. L’impianto di compostaggio sprigiona un odoraccio che si sente anche a chilometri di distanza. Senza poi contare le polveri e il rumore dei mezzi – attacca Sanna -. Altri Comuni hanno detto no a certi impianti, hanno fatto molto bene. Poi che non vengano a parlare di ramaglie, perché in un impianto di compostaggio nessuno può vietare di smaltire materie organiche di diverso tipo».
La zona. «La zona artigianale è nata con l’obiettivo di dare priorità alle attività artigianali dei teltesi. Se oggi una privato locale volesse aprire una sua attività non ci sarebbe più spazio – continua Sanna –. Poi è vicinissima al centro abitato, con un impianto del genere gli odori si respirerebbero in tutto il paese. Ma non solo. Perché l’area artigianale confina con una zona C, di espansione. Un domani chi andrà ad abitare lì?». Poi c’è la questione dell’area militare, di fronte alla zona interessata: «Prima o poi passerà totalmente al Comune per attività sociali e turistiche. Chi è il matto che andrà a realizzarci qualcosa?».
Ombre. Matteo Sanna ha un dossier in testa. «Ho contattato diversi consiglieri comunali e nessuno ne sapeva nulla. Poi non capisco una cosa: l’atto di vendita dei lotti ancora non è stato fatto e perché allora sono stati già svolti i lavori di pulizia dell’area? Chi li ha autorizzati? – continua -. E voglio proprio capire quali saranno i benefici per il paese. Due o tre posti di lavoro valgono la salute e il vivere bene?».
La battaglia. Matteo Sanna sta anche fondando un movimento cittadino. Si chiama «Telti è». Al momento si occuperà di ostacolare l’impianto di compostaggio. Poi chissà. Su Facebook comunque è già comparso il logo con accanto una maschera antigas. «Non escludo di fare anche una manifestazione. Ora attendiamo l’esito della conferenza di servizi di martedì. Mi auguro che la Provincia chieda lo screening ambientale».
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