Cominciati i lavori per chiudere la buca di via San Bosco
Cinque mesi fa il cedimento di una condotta fognaria Dopo le polemiche al via l’intervento per conto di Abbanoa
TEMPIO. Abbanoa ha dato inizio ieri mattina ai lavori per l’eliminazione di una voragine che si era aperta cinque mesi fa all’altezza del civico 8 in via San Giovanni Bosco, durante la terribile alluvione dell’otto novembre. La voragine, apertasi tra la via ed il giardino dell’abitazione di Antonello Pirrigheddu, pensionato tempiese, a causa del cedimento di una lunga parte della condotta fognaria principale, aveva provocato anche il crollo di un muro in granito alto tre metri, per una lunghezza di circa otto/dieci metri. Il fatto era stato prontamente segnalato e sul posto, come ha ricordato il 27 aprile su La Nuova, Antonello Pirrigheddu, «avevano effettuato sopraluoghi che non avevano sortito alcun effetto», i funzionari dell’Ufficio Tecnico comunale, gli addetti di Abbanoa, gli agenti della Polizia locale, i Vigili del Fuoco e persino gli agenti della Prevenzione di Igiene Pubblica della Asl di Olbia che poco mancò non dessero, quest’ultimi, la colpa dell’evento al malcapitato Pirrigheddu.
Lo stesso sindaco Romeo Frediani, interessato dell’accaduto, incolpando Abbanoa del mancato intervento, aveva chiesto ad Antonello Pirrigheddu e agli altri abitanti della via, “di avere pazienza”. Diverse, in questi cinque mesi, le proteste e le segnalazioni, fra cui anche una interrogazione consiliare del gruppo “Alternativa per Tempio” di Franco Marotto. Nel frattempo però, lo scorrere dei liquami fognari, ha ingoiato altri pezzi di muro e di terreno circostante e dalla voragine, con l’arrivo del caldo sono cominciati ad uscire odori nauseabondi e ratti di proporzioni notevoli. Rispondendo all’ultima protesta di Antonello Pirrigheddu, a fine aprile, il sindaco, aveva finalmente risposto dicendo che avrebbe imposto ad Abbanoa, con una ordinanza di intervenire.
«In assenza di fatti concreti – aveva scritto Romeo Frediani –, sarà il Comune ad eseguire i lavori e chiederne successivamente il rimborso ad Abbanoa». Ieri i lavori, eseguiti per conto di Abbanoa, dall’impresa Impianti trattamento acque Srl di Sedini sono cominciati e, sin dai primi movimenti delle macerie, pare si siano rivelati più complessi del previsto. Accanto alla condotta fognaria principale, di cui si sta valutando l’ampiezza del crollo, gli scavi hanno svelato una seconda condotta di cui non si conosceva l’esistenza.