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Compost, Confartigianato dice sì: «Non ci sono pericoli»

di Dario Budroni
Compost, Confartigianato dice sì: «Non ci sono pericoli»

TELTI. Si attende con l’orologio a portata di mano. La saga del compost potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo. Forse anche l’ultimo. Molto dipenderà dalla conferenza di servizi di domani mattina....

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TELTI. Si attende con l’orologio a portata di mano. La saga del compost potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo. Forse anche l’ultimo. Molto dipenderà dalla conferenza di servizi di domani mattina. Si riunirà nel palazzo comunale e dovrà esaminare la richiesta presentata dalla ditta Mediterranea ambiente, che vorrebbe costruire nella zona artigianale teltese un impianto di compostaggio. Ancora non si conosce la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale. Il sindaco Gianfranco Pinducciu preferisce non intervenire prima della conferenza. Ma secondo alcune voci la giunta sarebbe orientata verso il no. Nel frattempo, però, la polemica continua a surriscaldare il clima. Stavolta a intervenire è la Confartigianato, che con decisione prende le parti dell’impresa e con forza attacca la campagna anti-compost inscenata da Matteo Sanna. Con un lungo documento, firmato dal presidente Giacomo Meloni e dal segretario Federico Fadda, la Confartigianato smantella la tesi del no.

La difesa. «Abbiamo appreso della feroce polemica, animata dall’ex onorevole Matteo Sanna contro il suo concittadino sindaco, con il quale probabilmente non condivide più la linea amministrativa – scrivono dalla Confartigianato -. Come associazione di rappresentanza delle imprese non possiamo che essere dalla parte dell'imprenditore e stigmatizzare un comportamento che ci pare scaricare sull’impresa tutte le conseguenze di una opinione personale, espressa con troppa leggerezza e creando allarme nei cittadini».

Basta confusione. Per la Confartigianato si tratta di una polemica fuori luogo e sbagliata nell’impostazione. «Le parole spesso si possono confondere. Produzione di compost in questo caso significa: accumulare le ramaglie, mantenerle umide e agevolare il naturale processo di trasformazione in materiale per la concimazione del terreno – spiegano dalla Confartigianato -. Quindi non è da confondere con la decomposizione di carcasse animali, fanghi o altri materiali che hanno altri codici di rifiuto e che non sono assolutamente da trattare nell’impianto secondo la richiesta dell’imprenditore». Nessun pericolo. Secondo la Confartigianato gallurese l’impianto di compostaggio, oltre a non rilasciare cattivi odori, non ha connotazione di pericolosità sociale né di inquinamento. «Si tratta di un’attività verde che aiuterà la comunità teltese, che già conferisce i propri scarti da sfalcio nel comune olbiese, a rendersi autonoma, ad abbattere i costi di gestione e a migliorare le sue prestazioni di raccolta differenziata – sottolinea la Confartigianato -. E questo senza avere più odore di quanto ne possa produrre un allevamento di bovini o di suini anche di piccole dimensioni. La campagna di terrore che è stata montata dietro questa iniziativa è fuori luogo. E non si può accompagnare l’idea del fenomeno di trasformazione delle ramaglie con l’utilizzo di una maschera antigas». Il riferimento è al volantino pubblicato su Facebook da Matteo Sanna.

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