Strage di Tempio, l'uomo fermato è Angelo Frigeri, amico di famiglia: avrebbe ammesso di aver ripulito la scena del delitto

L'artigiano, 34 anni, è stato dichiarato in stato di fermo dal procuratore Fiordalisi e dal sostituto procuratore Beccu dopo audizioni, perquisizioni e altri accertamenti. Attesa per l'autopsia - FOTO 1- FOTO 2

TEMPIO. Si chiama Angelo Frigeri, 34 anni, artigiano, di Tempio, l'uomo fermato dagli inquirenti dopo audizioni, perquisizioni e altri accertamenti e che alla fine avrebbe ammesso di aver ripulito lui la scena del delitto. Nell'indagine per l'omicidio di Giovanni Maria Azzena, della moglie Giulia Zanzani e del figlio Pietro di 12 anni, è stato dichiarato in stato di fermo per gravi indizi  dal procuratore della Repubblica, Domenico Fiordalisi e dal sostituto procuratore Angelo Beccu i quali nel pomeriggio terranno una conferenza stampa nel comando provinciale dei carabinieri di Sassari.

Gli assassini hanno agito a volto scoperto, erano in due dentro la casa e un terzo aspettava sotto, Giovanni Maria Azzena e sua moglie Giulia Zanzani conoscevano gli assassini. Pietro, 12 anni, era appena tornato da scuola. Sul ruolo di Frigeri nella strage se ne saprà di più nel corso della giornata alla conferenza stampa indetta per le 16. Più tardi l'uomo sarà interrogato alla presenza del suo avvocato. La notizia del fermo ha suscitato una grande reazione a Tempio e davanti alla caserma si era radunata una piccola folla poi dispersa che urlava all'indirizzo del fermato.

Continua l'attesa per l’autopsia che viene eseguita a Sassari all’istituto di patologia forense dal medico legale Salvatore Lorenzoni. Serve per chiarire quale dei feroci gesti compiuti dagli assassini abbiano ucciso padre, madre e figlio. Difficile accertare chi sia spirato prima e chi dopo, elemento utile per capire se per esempio, come purtroppo si teme, la violenza sul bambino dovesse servire per far parlare il padre. La madre potrebbe essere stata colpita alla testa per prima con un corpo contundente trovato nella stessa casa, probabilmente perché si ribellava alla sorte de figlio e ciò che i banditi volevano sapere glielo doveva dire Azzena. Tutte soltanto ipotesi, ma utili per definire le piste sulle quali indagare. Azzena doveva dire qualcosa che al commando serviva sapere e la violenza su di lui e i familiari era indispensabile per tirargli fuori segreti e poi qualcosa è andato storto oppure lui e famiglia sono stati uccisi ma prima torturati per rendere completa una punizione decisa in partenza?

 

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