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Olbia

Confartigianato e Cipnes: «Un ruolo da rivedere»

Confartigianato e Cipnes: «Un ruolo da rivedere»

L’organizzazione che rappresenta 220 aziende insediate in area industriale chiede l’intervento di Pigliaru: «Riordino competenze e costi più accessibili»

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OLBIA. Riordino delle competenze, abbassamento dei costi di insediamento, ruolo del Consorzio industriale Cipnes. Questi i punti cardine di un intervento critico da parte della segreteria gallurese della Confartigianato. Secondo l’organizzazione degli artigiani c’è la possibilità di intervenire anche perché ora alla Regione c’è un governo di colore diverso da quello che, guidato da Cappellacci, ha ignorato tutte le richieste di intervento da parte delle organizzazioni degli imprenditori insediati nell’area. «Da tempo – sottolinea in una nota la Confartigianato Gallura – dietro mandato ricevuto dagli iscritti operanti i nella zona industriale di Olbia, abbiamo avviato una petizione per chiedere, che ci fosseun ridimensionamento delle competenze del Cipnes e che venissero attribuite al Comune di Olbia le competenzeora in carico al consorzio su tematiche di carattere urbanistico, autorizzazioni edilizie per nuovi insediamenti e variazioni di quelli esistenti, riscossione degli oneri di urbanizzazione, manutenzione delle opere».

Un simile riordino secondo confartigianato si tradurrebbe in una più razionale gestione dell'area industriale e in una pianificazione urbanistica e dei servizi più integrata e coerente con il resto del territoriocomunale.

«La petizione – ricorda la nota – è stata sottoscritta da 220 imprese. La situazione, dopo che Cappellacci ha ignorato i nostri appelli, è peggiorata. I costi di insediamento sono elevati e l'area non è attrattiva per gli insediamenti produttivi».

C’è poi un attacco al ruolo del consorzio. «È sufficiente leggere il bilancio per vedere che l'ente si regge sui servizi rifiuti e idrico, l'attività diretta alle imprese sull'insediamento di attività economiche è residuale.Tentare di avviare un nuovo insediamento produttivo nell'area industriale per una micro impresa non è molto allettante; considerati i costi di acquisto del terreno, gli oneri di urbanizzazione ed i costi di insediamento. E poi – continua la nota – c’è l'altro tema importante per le nostre imprese: il ruolo di imprenditore che il Cipnes stesso sta svolgendo in questa fase in concorrenza con le imprese private. Riteniamo più giusto che le opere, anche importanti, che vengono realizzate in area industriale siano affidate ad imprese esterne con gare, piuttosto che svolte direttamente dal Cipnes con mezzi e uomini propri. Si tratta di un'economia e di lavori che vengono sottratti al mercato in un momentodove le imprese avrebbero bisogno di lavorare e di avere opportunità».

«Non siamo contrari a priori a soluzioni che diano la possibilità alle imprese di poter essere partecipi delle scelte gestionali e di organizzazione anche dei servizi nella zona industriale del Cipnes, Vogliamo però capire quale sia la volontà della nuova amminstrazione regionale e quindi del nuovo Commissario straordinario a cui chiediamo di essere coinvolti direttamente, anche attraverso uno o più incontri con le organizzazioni, per affrontare il problema e capire gli orientamenti per la futura gestione dell'area.

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