La Nuova Sardegna

Olbia

Il viaggio dei pellegrini col dolore nel cuore

Il viaggio dei pellegrini col dolore nel cuore

A piedi, di notte, da Calangianus a Luogosanto per ricordare l’alluvione e la tragedia di Tempio

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LUOGOSANTO. Sono arrivati alla basilica di Nostra Signora dopo aver camminato per sette ore di notte partendo da Santa Giusta a Calangianus alle 0,30: qui don Deriu li aveva accolti, presentando la natura e le finalità del pellegrinaggio cristiano e impartito la benedizione del pellegrini.

Gli oltre 200 pellegrini, nell’ultimo tratto, sono stati accompagnati anche da un folto gruppo di luogosantesi guidati dal parroco don Cossu. «Vedervi arrivare - li ha salutati il sindaco Antonio Scampuddu - lieti e festanti eppur stanchi, è stata per noi un bel segnale di speranza, una iniezione di fiducia in questa Gallura duramente colpita dall’alluvione del 18 novembre 2013 e dalla recente tragedia di Tempio». «Questa 33^ edizione - dicono i promotori- è stata caratterizzata dall’aver pregato secondo la consegna affidataci dal vescovo Sebastiano di pregare “perché non si deve spegnere la luce e il calore della nostra carità verso chi vive ancora nel disagio e soprattutto non si devono dimenticare le vittime di Olbia”». Così il 33° pellegrinaggio a piedi, promosso da Comunione liberazione, vivacizzato lungo il tragitto dai canti della devozione marina e della realtà giovanile cattolica, non poteva non mettere al centro la grande sofferenza di questi giorni delle comunità da cui provenivano i pellegrini. Per questo la croce del pellegrinaggio all’arrivo è stata portata all’altare da un giovane padre di Olbia che rappresentava tutto il dolore che ha colpito la città. «Quell’alba che sorgeva sul Lago del Liscia – ha detto Alfonso- ci è parsa come una metafora di ciò che viviamo perché la luce che avanzava e illuminava la irta strada, ci rappresentava la fede che ci dà forza nella difficile realtà dell’oggi» .Così ecco spontanea salire nella notte la preghiera del padre che chiede la guarigione del figlio, della moglie che prega per un lavoro al marito disoccupato, dell’amico che chiede la grazia alla Madonna per i due ragazzi che necessitano di un trapianto. La recita del rosario scandiva i passi del cammino sul solco secolare della tradizione delle genti qui residenti verso Maria Regina della Gallura. Nel braciere davanti alla basilica si sono bruciati i foglietti con le preghiere alla Madonna scritte da chi era venuto da Calangianus,Tempio, Bortigiadas, Badesi, Luras,Viddalba, Olbia, Arzachena, Sassari. La messa conclusiva è stata celebrata da don Mauro Bucciero. Gli organizzatori ringraziano, per la sicurezza garantita ai pellegrini sulla Luras-Lago del liscia, il maresciallo Giuseppe Surrente . (p.z.)

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