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Olbia

San Raffaele, parte il conto alla rovescia

San Raffaele, parte il conto alla rovescia

La grande attesa per il consiglio regionale che dovrà decidere l’accreditamento della nuova struttura nel sistema pubblico

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OLBIA. Conclusa la visita dello sceicco, il giorno dopo comincia con il conto alla rovescia verso l’appuntamento con il verdetto. Se entro il 24 giugno ci sarà il parere favorevole della Regione, il giorno successivo verranno aperti i cantieri e il 15 marzo del prossimo anno la struttura sarà pronta e potrà cominciare il servizio sanitario del nuovo “Qatar-Bambin Gesù”, l’ospedale che getterà alle spalle storia e prospettive dell’ex San Raffaele e proietterà, secondo i programmi che sostengono l’accordo, la sanità sarda ai vertici della ricerca e della medicina mondiale.

Questo lo scenario delle aspettative. Fissati nell’archivio il sì del territorio, attraverso i pareri favorevoli del Distretto sanitario di Olbia e del Comune capoluogo, resta da vedere quali saranno la valutazioni della politica nel consiglio regionale. L’unanimità è tutt’altro che prevedibile. Sia nel centrosinistra e sia nel centrodestra si registrano mal di pancia sempre più palesi. Gli entusiasmi dell’ex presidente Cappellacci non hanno folle di sostenitori, così il centrosinistra sardo deve fare i conti con posizioni lontane dalla disponibilità dichiarata e sottoscritta da Pigliaru. Tanto che lo stesso parlamentare Gian Piero Scanu si era spinto a parlare di “consorterie”, auspicando una virata dei contrasti su atteggiamenti più morbidi.

Sul tracciato dei prossimi giorni si muovono due orientamenti. Da una parte i sostenitori dell’operazione con il Qatar guardano ai benefici scientifici (ricerca, università, qualità dei servizi) e dell’economia (turismo sanitario, posti di lavoro qualificati. «Sarebbe delittuoso perdere questa occasione, che oltre a guadagnare in qualità ci permetterebbe soprattutto di abbattere i costi elevati della mobilità passiva che la Sardegna deve affrontare», sintetizza per tutti il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. Il fronte degli scettici e dei contrari si muove soprattutto su questioni strettamente gestionali: i timori della sanità privata che vede il rischio di erosione degli spazi (che contano tanto nel regime di convenzione), ma in alcuni settori di quella pubblica che teme di perdere reparti e servizi nella mappa regionale. Perplessità che il presidente del Distretto sanitario di Olbia (17 sindaci) Antonio Satta, allontana: «L’impatto con il sistema pubblico non sarà penalizzante, perché tutto dovrà essere equilibrato nel rispetto del Piano sanitario regionale».

Scenario ottimistico ribadito anche nel testo dell’accordo tra Regione Sardegna, Qatar foundation endowment e Ospedale Bambin Gesù: «La Regione manifesta la disponibilità ad adoperarsi per la collocazione dell’iniziativa nel sistema regionale, secondo specifiche intese e le previsioni del sistema regionale». Questo dopo avere premesso che «nell’area territoriale della Gallura, già dall’anno 1991 era stato previsto l’insediamento di un presidio ulteriore rispetto a quello pubblico, destinato a operare in maniera integrata con l’offerta sanitaria pubblica». (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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