La Nuova Sardegna

Olbia

Il nuovo ospedale ora divide la Gallura

di Marco Bittau
Il nuovo ospedale ora divide la Gallura

Questa mattina si riunisce il distretto Asl di Tempio e si annunciano scintille. I sindaci esprimono dubbi e chiedono garanzie

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OLBIA. Sul fronte di battaglia del nuovo ospedale ex San Raffaele la Gallura rischia una clamorosa divisione. Questa mattina, alle 10.30 a Olbia, si riunisce l’assemblea dei sindaci del distretto sanitario di Tempio e si annunciano scintille. Nell’alta Gallura, infatti, il progetto del nuovo ospedale incontra molte resistenze e perplessità. Guida il fronte del no il sindaco di Calangianus, Giomartino Loddo, che nei giorni scorsi in consiglio comunale ha espresso preoccupazione per l’ospedale del Qatar che, a suo dire, farebbe saltare gli equilibri sanitari penalizzando i servizi offerti dal «Paolo Dettori» di Tempio. Una posizione largamente condivisa tra i comuni dell’alta Gallura e che potrebbe trovare un interprete ufficiale proprio oggi con la riunione del distretto sanitario di Tempio.

È evidente che una eventuale divisione tra i due distretti sanitari Asl indebolirebbe in modo forse decisivo la capacità di pressione della Gallura nei confronti della Regione che, entro il termine del 24 giuigno, dovrà dire l’ultima parola sull’investimento della Qatar foundation endowment.

Ecco allora quell’«odore di nemici» del San Raffaele di cui, alcune settimane fa, avevano parlato il deputato Gian Piero Scanu, il sindaco Gianni Giovannelli e i capigruppo del consiglio comunale di Olbia. Quel riferimento non era solo all’asse politico-sanitario Cagliari-Sassari, ma anche alle guerre fratricide che si consumano entro i confini galluresi. Ed ecco anche il senso degli appelli del sindaco Giovannelli a fare in fretta e a fare tutto il possibile per scongiurare la fuga degli investitori verso altri paesi. Heidelberg, in Germania, ad esempio. In quel caso sarebbe la fine del sogno: addio San Raffaele, addio Bambin Gesù, addio tutto. E Olbia resterebbe con un pugno di mosche in mano e un inutile casermone bianco con vista sul mare.

Oggi, intanto, si dovrebbero delineare chiaramente le posizioni all’interno della Asl. Il distretto sanitario di Olbia, presieduto dal sindaco di padru, Antonio Satta, si è già espresso in modo inequivocabile: «Sì al nuovo ospedale, che sarà una rivoluzione in campo sanitario, a livello nazionale ed europeo». Praticamente, quello dei 17 sindaci del distretto olbiese è stato un coro unanime di sì.

Altra cosa l’aria che si respira in alta Gallura, cioè tra i nove sindaci del distretto sanitario di Tempio. Qui le posizioni sono divise tra il fronte del no e il fronte del nì. O meglio, un sì prudente e condizionato alla garanzia che il nuovo ospedale del Qatar non penalizzerà gli altri servizi sanitari del territorio, a cominciare dai posti letto dell’ospedale Paolo Dettori, a Tempio. La salvaguardia del sistema sanitario pubblico, come chiede il sindaco di Tempio, Romeo Frediani.

In pratica, i sindaci della Gallura, impegnati in una annosa battaglia per l’adeguamento dei servizi sanitari, temono che il nuovo ospedale possa drenare preziose risorse e posti letto utili al territorio peggiorando ulteriormente la situazione. Una posizione diametralmente opposta a quella del distretto olbiese, convinto sostenitore della straordinaria opportunità offerta da un ospedale di eccellenza capace di mettere in movimento meccanismi virtuosi in grado di produrre benefici (anche occupazionali) per tutta la Gallura e non solo per Olbia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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