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Archè: «Penalizzato il nostro mercatino»

 Archè: «Penalizzato il nostro mercatino»

OLBIA. Si riparte con la solita amarezza. L’associazione Arché si è già spalmata lungo via Principe Umberto. Il gruppo di commercianti, guidato dalla presidente Antonietta Cossu, ha nuovamente...

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OLBIA. Si riparte con la solita amarezza. L’associazione Arché si è già spalmata lungo via Principe Umberto. Il gruppo di commercianti, guidato dalla presidente Antonietta Cossu, ha nuovamente allestito il suo mercatino estivo nella parte bassa della passeggiata olbiese. E non più lungo Corso Umberto, dallo scorso anno utilizzato dal consorzio Centro città per il suo mercatino e le sue rassegne, per decisione dell'amministrazione. Una location, quella di via Principe Umberto, che per l'Arché risulta poco strategica e troppo costosa. «Siamo riusciti a completare il mercato con tante problematiche» comunicano gli associati. Le difficoltà sono dovute soprattutto alla burocrazia e al pagamento delle tasse. Tributi che, come spiegano i commercianti Arché, risultano molto più alti se si prendono in considerazione le vie limitrofe, tra cui appunto Corso Umberto. «Questo perché l’amministrazione individua via Principe Umberto come zona di prima categoria, nonostante non sia neanche una via pedonale. Noi lavoriamo in mezzo al traffico» spiegano ancora i commercianti, costretti anche a pagare un’ulteriore concessione visto che lavorano in zona demaniale. Insomma, Arché adesso pretende che venga riconosciuto il suo impegno, che prosegue dal 2007 e che «crea un indotto economico». Un lavoro, quello dell’associazione, che quest’anno sta anche dando l’opportunità a diversi commercianti, che hanno dovuto chiudere il proprio negozio a causa della crisi, di tentare la strada del mercatino. Le bancarelle di Arché, composte da 36 attività, con titolari quasi tutti residenti in città, sono state allestite il primo giugno e rimarranno fino al 30 settembre. In programma anche numerosi eventi collaterali, come concerti e spettacoli di artisti. Un lavoro reso possibile anche dal sostegno della Confcommercio. Sempre per quanto riguarda i mercatini, interviene nuovamente Edoardo Buchicchio, il titolare di un negozio di souvenir che due giorni fa, insieme ad altri commercianti, era intervenuto per denunciare la presenza in alcune bancarelle di oggetti spiccicati a quelli venduti in negozio. «Ci tengo a precisare che non si tratta delle bancarelle di Arché, da sempre molto corretta, ma di quelle allestite in Corso Umberto». (d.b.)

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