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Olbia

Il festival Mirtò si allea con il Rally

Il festival Mirtò si allea con il Rally

La manifestazione teltese è stata pubblicizzata alla rassegna iridata di Alghero

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TELTI. Mirto e motori. Il matrimonio diventa un successo. Tra macchine con ruote tacchettate e piloti che rilasciano interviste a tv di mezzo mondo, il festival Mirtò ha mostrato il sorriso e invitato tutti a passare qualche giorno a Telti, dal 15 al 18 agosto. La grande fiera tutta dedicata al mirto, che ha preso il posto della vecchia sagra, ha infatti stretto una partnership con il Rally Italia Sardegna. Così da giovedì a domenica scorsi, ad Alghero, i teltesi hanno potuto pubblicizzare il festival e stringere nuove collaborazioni.

Nel cuore del mondiale. L’obiettivo di Pro Loco e Comune è quello di fare del Mirtò una rassegna internazionale tutta dedicata al celebre liquore. Per questo il mondiale di rally si è rivelato un importante trampolino di lancio. All’interno del villaggio sono stati allestiti il Mirtò shop, con tanto di prodotti, magliette e gadget di tutti tipi, e anche il Mirtò desk, che aveva lo scopo di fornire informazioni sportive e soprattutto sul festival di agosto. Ma il vero successo è stato registrato dentro la Kosmosfera, cioè quello spazio riservato agli addetti ai lavori in cui i teltesi hanno potuto far conoscere il meglio dell’enogastronomia isolana. Un posto che ha ospitato sportivi, imprenditori, politici, dirigenti e giornalisti.

Contenitore. Il paese gallurese, tra due mesi, si trasformerà in un grande contenitore. Arriveranno produttori isolani, italiani e anche greci e portoghesi, per una quattro giorni di alto livello con l’obiettivo di acchiappare intere legioni di turisti. E la partnership con il Rally Italia Sardegna ha permesso di stringere ulteriori collaborazioni in vista di quest’estate. A Telti c’è quindi entusiasmo. Ma la speranza degli organizzatori è che arrivino presto nuovi sponsor pronti a sostenere l’evento.

La polemica. Viste le poche risorse a disposizione, la Pro loco ha infatti deciso di trattenere il 15 per cento del costo di ogni singolo pasto che sarà cucinato e servito durante il Mirtò dagli operatori teltesi, per esempio nei punti ristoro. Una scelta che manda su tutte le furie Agostino Piga, teltese, esponente di Sinistra ecologia e libertà. «È una contraddizione paurosa – sottolinea – . Molti di coloro che cucineranno sono disoccupati e attendono la sagra per mettere qualcosa in tasca – dice Piga, che si fa portavoce della protesta -. Se uno vende per esempio una seadas, dovrà dare il 15 per cento alla Pro loco. Chiedo a tutti che venga rivisto questo aspetto. Non si possono tassare proprio coloro che rappresentano l’anima dell'evento». (d.b.)

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