La Nuova Sardegna

Olbia

Movida, commercianti contro Frediani

di Angelo Mavuli
Movida, commercianti contro Frediani

Contestato l’obbligo di non avere musica nei locali del centro, un gruppo improvvisa un concerto in piazza per protestare

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TEMPIO. Mentre soltanto oggi la questura di Sassari diramerà i risultati numerici dei controlli sui bar e sui circoli privati attuati durante la movida di sabato scorso, in città scoppia violentissima la polemica per il divieto “improvviso” di fare musica all’aperto. Sabato scorso infatti, nel tardo pomeriggio, prima ancora che entrassero in azione le “pattuglie miste”, alcuni agenti hanno imposto ai proprietari di alcuni bar che si apprestavano a montare televisori all’aperto per la partita dell’Italia, e postazioni per piccoli complessi di intrattenimento, di smontare il tutto «per mancanza di autorizzazione». Dopo qualche ora, in seguito ad una sorta di trattativa, non meglio specificata, è stato consentito, “una tantum”, soltanto l’uso del televisore.

L’ordine perentorio ha avuto comunque l’effetto di uno tsunami con commenti e polemiche roventi, dettate dalla rabbia di non poter lavorare come era stato consentito lo scorso anno con una apposita e tormentata ordinanza che aveva visto fronteggiarsi l’un l’altro Romeo Frediani, sfavorevole al permesso di fare musica, e l’assessore al commercio Mario Addis, invece, favorevole.

Un gruppo di musicisti tempiesi che dovevano esibirsi in Piazza Gallura, per la Caffetteria della Piazza, ha attuato comunque una sorta “di disobbedienza civile”, esibendosi in Piazza Gallura. Nino Orecchioni, titolare assieme al padre e al fratello, della Caffetteria della Piazza, di fronte al Comune, ha un diavolo per cappello. «A noi - dice il giovane - stanno bene tutte le regole, purché le stesse siano uguali per tutti, compresa la classe dei fidali del 69 che da un’altra parte della città ha aperto i suoi banchetti e ha fatto musica sino a tardi». Il giovane tiene a precisare che non c’è nessuno screzio con la classe dei fidali: «Tutti però devono essere uguali».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche molti altri esercenti. «Se esiste il divieto per noi - dicono - uguale divieto doveva esserci per coloro che, circa una decina di giorni fa, alla Fonte Nuova, impunemente, hanno fatto musica a tutto volume sino alla quattro del mattino. Chiediamo che l’ordinanza dello scorso anno voluta caparbiamente dall’assessore Mario Addis, ed osteggiata dal sindaco che ne aveva ritardato la pubblicazione, sia riproposta».

Sull’argomento il clima è rovente e per oggi Romeo Frediani ha convocato “una giunta politica.”

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