San Pasquale, le proteste non si fermano
L’amarezza di un cittadino che trascorre molti mesi nella frazione: abbandono totale
SAN PASQUALE. «Per il Comune di Tempio la frazione di San Pasquale è considerata solo fonte di introiti, confine ultimo dell’impero il cui territorio è da sfruttare in ogni lembo a solo beneficio del capoluogo».
Ad affermarlo in una nota è Agostino Clò, «un cittadino della provincia di Modena - come lui stesso precisa -, che da quindici anni passa molti mesi dell’anno a San Pasquale avendovi trovato una qualità di vita che nel luogo natìo non riesce più a trovare. Mi mette in imbarazzo, come cittadino non nativo di San Pasquale - scrive ancora Agostino Clò -, protestare su un giornale per un disservizio( nella parte tempiese della frazione) che, come testimoniano i cittadini da sempre residenti in paese, non è stato mai preso in considerazione dall’amministrazione comunale di Tempio. Questo, nonostante le numerose segnalazioni che, anche recentemente, sono state fatte. Il problema di cui parlo - prosegue Agostino Clò -, riguarda via Tempio, una strada senza “via d’uscita” che partendo dalla piazza della chiesa, si snoda andando verso l’alto, in direzione sud, per circa duecento/duecentocinquanta metri. Ebbene questa strada, che porta al Residence Li Poggi, a tratti anche pericolosa, priva di marciapiedi, di guardrail o barriere protettive sui dirupi, completamente abbandonata, quando piove, poco o molto che sia, viene costantemente allagata dall’acqua che, priva delle più normali infrastrutture e quindi a caduta libera, arriva dall’alto della collina. A valle, proprio all’ingresso della via, di lato alla chiesa - va avanti Agostino Clò - nella sua preoccupata segnalazione, l’acqua si ferma, forma un lago grande o piccolo, a seconda della precipitazione e qui ristagna per giorni, impedendo ai residenti pedoni di accedere alle loro casse e di transitare lungo la via. Così succede per gli adulti, così succede per i bambini che vanno a scuola durante l’anno scolastico. Impossibilitati, dal lago estemporaneo, a recarsi a scuola a piedi o a far rientro a casa se per caso è piovuto durante le lezioni».
Agostino Clò, che fa anche notare che il lago scompare dopo giorni per evaporazione ed assorbimento, si augura «che il Comune con alcuni accorgimenti che sopperiscano, in qualche alla mancanza delle necessarie opere idrauliche, incredibilmente mai realizzate, possa intervenire».(a.m.)
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