Celiachia, gli specialisti spiegano come riconoscerla
OLBIA. Sotto il titolo “Il camaleonte celiachia”, ieri si è svolto un convegno all’insegna del motto: spiegare per capire e aiutare chi soffre. Organizzato dall’associazione regionale celiachia,...
OLBIA. Sotto il titolo “Il camaleonte celiachia”, ieri si è svolto un convegno all’insegna del motto: spiegare per capire e aiutare chi soffre. Organizzato dall’associazione regionale celiachia, guidata dalla presidente Maria Teresa Russo, si è tenuto nella biblioteca Simpliciana e ha visto la partecipazione di numerosi medici.
Tra i relatori, il professore Riccardo Troncone, dell’università Federico II di NApoli. «La celiachia è una malattia sotto diagnosticata - ha spiegato -. In Sardegna, l'incidenza è molto alta. Ne soffre uno su 70; nel resto del mondo, uno ogni 100, ogni 150. In più, c'è una specificità: anche se sono clinicamente molto diverse, la celiachia ha molto punti di contatto con il diabete di tipo 1, che è un'altra patologia molto diffusa in Sardegna. Tra i pazienti diabetici, il 5-10% è anche celiaco. Un bambino su dieci con il diabete è anche celiaco».
«Ci sono due modi per sospettare di essere celiaci - spiega il professor Troncone -. Avere dei sintomi, come disturbi intestinali, diarrea, perdita di peso. Oppure avere altre patologie, l'anemia per esempio. Occorre tenerne conto, se si ha l'anemia senza alcuna giustificazione e se non si riesce a trattarla. Oppure se si ha la tiroide autoimmune. In questi casi, bisognerebbe chiedere un consulto al medico di base».
«Scoprire se si è celiaci, è molto semplice - dice Troncone - Basta un test del sangue. Se poi dovesse essere positivo, il test, si deve perfezionare l'analisi e poi tutto quello che serve per avere una vita alimentare regolare e sana. Anche se oggi c'è un problema. Oggi molte persone pensano di avere un'intolleranza al glutine, come una moda, e si fanno delle diete fai da te. Questo è molto sbagliato».
Il professor Antonio Calabrò, dell’università di Firenze, ha dato altre informazioni interessanti: «Dbbiamo pensare a come non far ammalare le persone, non a come curarle. Io sto studiando per avere dei parametri oggettivi, sulla celiachia. Perché oggi, concordo, è quasi una moda farsi delle diete improvvisate. Un dato su tutto dà l'idea di quanto sia diffuso questo fenomeno: negli Stati Uniti, il 25% della popolazione mangia senza glutine; ma solo l'1% è celiaco».
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