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Olbia

Vigilanza privata in nero, indagati e sospesi 2 agenti

Vigilanza privata in nero, indagati e sospesi 2 agenti

Svolta nell’inchiesta della procura di Tempio sugli affari condotti dai poliziotti I colleghi li hanno sorpresi a organizzare la sicurezza in alcune ville in Costa

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OLBIA. Poliziotti, pagati dallo Stato. Ma anche guardie giurate, pagati dai privati. Due agenti (uno del commissariato di Olbia) avevano una doppia vita, messa in luce dai loro colleghi e dalla procura di Tempio che, da tempo, li aveva messi sotto controllo. Ieri il provvedimento del giudice: il loro comportamento li ha portati a essere sospesi dalla polizia.

Una brutta storia, quella che hanno ricostruito la squadra mobile di Sassari, il commissariato di Olbia e il procuratore Beccu. I due poliziotti, regolarmente in servizio, avevo messo su un business privato rilevante, nel campo della sicurezza. Secondo le prove raccolte, avevano costituito una società (intestata a un prestanome) che svolgeva abusivamente servizio di vigilanza in alcuna aree della Gallura, Costa Smeralda e Porto Rotondo. I due agenti (uno lavorava in commissariato a Olbia con il grado di ispettore capo, l’altro nel reparto prevenzione crimine di Abbasanta) garantivo (probabilmente a qualche ricco in vacanza, ma non solo) la sicurezza personale, dei familiari e dei loro beni. Un doppio lavoro, insomma: su cui, ora, potrebbe intervenire anche la finanza per capire l’entità degli affari e il mancato introito per le casse dello Stato.

Ma, dicono gli investigatori, che hanno reso pubblica la notizia con un comunicato, c’è anche di più. I due agenti, «abusando della loro posizione di poliziotti, con fare allusivo e intimidatorio, esercitavano pressioni psicologiche nei confronti di coloro che rivendicavano mancati pagamenti per i servizi prestati» è scritto nella nota della questura. Contro i loro dipendenti, dunque.

Una posizione ancora più grave è quella del poliziotto in servizio al commissariato di Olbia. Nei suoi confronti è scattata anche la denuncia per calunnia nei «confronti dei colleghi della squadra mobile di Sassari per averli accusati di aver svolto perquisizioni in modo illecito in uno dei luoghi in cui lui svolgeva, abusivamente, attività di vigilanza».

Insomma, qualche tempo fa, i poliziotti di Sassari avevano sorpreso il loro collega a fare un lavoro in nero, e lo avevano messo alle strette. Ma non era servito a niente.

Fino alla svolta di ieri, per certi versi clamorosa: il gip di Tempio, su richiesta del pubblico ministero Beccu, ha emesso due ordinanze cautelari interdittive, il che vuole dire che ha sospeso dal servizio i due agenti, ora indagati e ragion per cui la questura non ha fornito i loro nomi.

L’indaginedella magistratura avrebbe preso le mosse da numerose segnalazioni arrivate su strani movimenti nelle ville della Costa Smeralda e di Porto Rotondo. (red.ol)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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