La Nuova Sardegna

Olbia

Addio a Renata, eroina partigiana

di Franco Enna
Addio a Renata, eroina partigiana

Muore a 91 anni la valdostana Scaglioni. Era in vacanza nella casa di San Teodoro

2 MINUTI DI LETTURA





SAN TEODORO. Non sapevamo che la signora del “piano di sopra”, Renata Scaglioni, piccoletta ma svelta, con gli occhi vivaci di una diciassettenne, avesse addirittura superato la soglia dei 90 anni. Il suo appartamentino si trova al piano superiore d’una casetta di San Teodoro, a “Suaredda di sottu”, proprio all’ingresso della cittadina vacanziera per metà gallurese e per metà barbaricina, che riesce a dare un tocco “supersmeraldino” alle sue spiagge da sogno. Ma soltanto oggi scopriamo che la signora in questione, scomparsa a 91 anni nei giorni scorsi, era un’ex partigiana combattente, che diede del filo da torcere a fascisti e tedeschi nei tormentosi anni Quaranta, quando l’Italia del nord si trovò al centro focale della Seconda guerra mondiale, nella Valle di Cogne, dove l’intera famiglia si preparava a trasmigrare in Francia. Ma non prima d’aver dato una mano contro i nazisti al fratello maggiore Emer, che guidava un gruppo partigiano e che, proprio in quella occasione rimase ucciso durante un ferocissimo conflitto a fuoco, che determinò l’arretramento delle forze nazifasciste. Da quel momento in poi, la giovane Renata giurò a se stessa che non avrebbe avuto pace fino alla scomparsa totale del nazifascismo.

Tutto questo accadeva settant’anni fa, nel settembre del 1944. Nonna Renata non parlò mai con i vicini di casa di quegli avvenimenti eroici, che le costarono la perdita di amici e parenti, ma che fortificarono i suoi 17 anni gloriosi. Ma ecco come la ricorda sua figlia, Caterina Cortivo, che proprio in questi giorni estivi la ospitava, come faceva da oltre trent’anni, nell’appartamentino di Suaredda: «Proprio da quell’episodio della Valle di Cogne – dice – mia madre incominciò a dare alla Resistenza un valore assoluto, che ancora oggi la rendeva fiera della sua storia, ma di cui non amava parlare, proprio per non perdere il valore del senso intimo e profondo di quell’esperienza irripetibile». Niente vieta, oggi, ai politici del Comune di San Teodoro, di dedicare una strada o una piazza a nonna Renata, che ha amato la nosta cittadina più di ogni altra località vacanziera, assegnandole un ruolo personale di assoluta serenità, forse perché è sempre stato l’unico luogo in grado di fornire ai sui ricordi giovanili un valore di sogno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative