La Nuova Sardegna

Olbia

Rivoluzione delle tariffe, Portisco diventa low cost

di Marco Bittau
Rivoluzione delle tariffe, Portisco diventa low cost

Avviata la sperimentazione: addio listino, prezzi variabili come i biglietti aerei. Il direttore Vasco De Cet: «L’obiettivo è attrarre in Gallura nuovi diportisti»

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OLBIA. Si intravedono timidi segnali di ripresa all’orizzonte della nautica da diporto e gli operatori stanno affrontando la stagione con grandi aspettative. Gioca all’attacco Marina di Portisco (Italia Navigando, gruppo Invitalia), uno dei tre approdi turistici olbiesi, che ha appena lanciato una vera e propria rivoluzione tariffaria: addio al classico listino, il prezzo giornaliero d’ormeggio d’ora in poi si regola in base alla saturazione del porto, come un vero e proprio “borsino”. In più, prenotazione su internet e pacchetti turistici accessori all’ormeggio (biglietti aerei e pernottazioni alberghiere).

Insomma, il porto cambia anima e comincia a ragionare e funzionare come una compagnia aerea low cost. Oppure come un albergo, prenotabile in qualunque momento da casa, a caccia del prezzo migliore. L’obiettivo del porto è diventare low cost davvero, di fatto e non solo di nome. Serve un diverso quadro normativo, naturalmente, ma da tempo si parla di una proposta di legge e gli operatori nautici sono in pressing.

Del resto, il porto che diventa albergo si traduce nell’abbattimento dell’Iva, dal 22 al 10%. Così Portisco ha deciso di avviare autonomamente la sua trasformazione in low cost company, senza però perdere di vista l’eccellenza dei servizi. «In questo scenario – conferma il direttore Vasco De Cet, direttore – per sostenere attivamente la ripresa economica e rendere più appetibile l'ormeggio in Gallura, Portisco ha messo a disposizione dei diportisti prezzi dell'ormeggio determinati in modo simile a quello adottato dalle compagnie aeree low cost e dagli alberghi: il prezzo giornaliero di partenza è molto basso e cresce pian piano, in base alla saturazione del porto; la prenotazione si potrà fare su internet». «Inoltre – aggiunge De Cet – la società sta realizzando un progetto di restyling dell’approdo, per il quale ha prospettato alla Regione importanti investimenti, con ricadute positive sul territorio. Il suo marketing è orientato ad attrarre in Gallura diportisti dal continente e dalle altre nazioni del Mediterraneo piuttosto che a sottrarre clientela agli altri approdi nelle nostre coste. Per ottenere questo risultato mettiamo in campo anche pacchetti turistici accessori all'ormeggio, servizi e qualità ambientale rinnovata, programmi di fidelizzazione».

L'obiettivo è evidente: moltiplicare le presenze, specialmente quando nei giorni in cui le numerose barche affittate - importante ma insufficiente volano per l'indotto portuale - dopo il classico fine settimana di sosta in porto per il cambio clienti, lasciano l'approdo e il territorio per il resto della settimana, portando il loro beneficio economico nelle diverse mete di crociera: l'arcipelago della Maddalena, Tavolara o la Corsica. De Cet sintetizza così la strategia di Portisco: «Lavorare anche per il territorio in un ottica internazionale e senza la miopia della sola coltivazione del proprio orticello; puntare a una presenza turistica maggiore, ma soprattutto più strutturale, diffusa nel territorio e diluita nell'arco dell'anno; liberarsi dalla logica della stagione per passare a quella delle stagioni». @marcobittau ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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