Un mattatoio al servizio della Gallura
La proposta lanciata dall’assessore Luciano per la struttura cittadina. Primi sì delle associazioni degli allevatori
TEMPIO. Il mattatoio comunale di Tempio, se le cose dovessero andare per il verso giusto, potrebbe diventare intercomunale, al servizio di tutto il nord Sardegna. Ad annunciarlo, almeno come “desiderata”, è stato ieri Nicola Luciano, assessore ad Agricoltura, pastorizia, territorio ed attività produttive, al termine di un incontro da lui promosso che ha avuto luogo nella sala di rappresentanza del Comune e durante il quale sono state affrontate le problematiche inerenti la struttura tempiese nello specifico, ma anche la situazione in Alta Gallura che per quanto concerne questo tipo di attività non è certamente al top.
All’incontro hanno partecipato Pasquale Orecchioni per l’agenzia Laore, Mario Carai per il Movimento pastori sardi, Michele Orecchioni per l’Apa (associazione provinciale allevatori), Giovanni Perinu per la Cgil Gallura, Fabio Spano per la Cgil provinciale, Marco Asara per il Consorzio bovino gallurese, i rappresentanti della Comac (coopperativa che gestisce egregiamente il mattatoio che avrebbe necessità urgente di alcuni lavori di manutenzione) e, infine, Giovanni Battista Azzena, veterinario dell’Asl di Olbia.
In apertura di lavori Nicola Luciano dopo avere fatto una disamina attenta dell’attività finora svolta dalla struttura tempiese, ha lanciato una sorta di provocazione che si è trasformata ben presto, per tutti, in una sorta di impegno programmatico per il rilancio della struttura tempiese. «Se vogliamo dare un futuro diverso e con prospettive economiche e occupazionali più ampie - ha detto Luciano -, è necessario pensare al mattatoio comunale come a una struttura di valenza comprensoriale. Solo in questo modo non solo Tempio ma l’intero territorio potranno uscire dalla crisi e dal piccolo cabotaggio che frena qualunque idea di sviluppo».
Evidenziato invece dagli allevatori un altro dei fattori che incidono negativamente sulla loro categoria. «Il maggior consumo di carni importate da altre regioni o addirittura da altri Stati - hanno detto in diversi - è il fatto più preoccupante che ha acuito la crisi nel settore». «Per questo motivo e per superare la concorrenza - ha detto Marco Azara, del Consorzio bovino gallures - si dovrebbe puntare alla produzione di qualità, con certificazioni di garanzia, grazie anche al marchio Cee e al marchio Igp per l’agnello sardo, di cui il mattatoio tempiese già dispone».
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