L’opposizione all’attacco del sindaco
Aisoni contro Frediani dopo la mezza crisi di giunta: «Non se ne vada: il danno è già fatto, ma risolva i problemi gravi»
TEMPIO. «Il sindaco Romeo Frediani sotto tutti i punti di vista è totalmente fuori dalla realtà cittadina». E’ l’incipit di una durissima e lunga dichiarazione rilasciata alla “Nuova” da Anna Paola Aisoni, consigliere comunale della Lista “Civica per Tempio che «interviene - scrive - all’indomani dell’incredibile comunicato stampa di Frediani, nel quale il sindaco, giustificando le beghe di giunta e le gravissime manchevolezze del suo operato, tocca, politicamente, il fondo del barile. Preoccupato più delle notizie che “trapelano” dal palazzo che dello stato di totale degrado amministrativo in cui la città si trova, il sindaco, contrabbanda, furbescamente, gli scontri fra assessori, che lui non è riuscito mai a sanare, come “momenti politici altamente significativi pienamente giustificati.” O Romeo Frediani non si è reso conto della situazione drammatica della città, isolata sul territorio, irrisa e derisa - continua la Aisoni - oppure davvero ha deciso di sacrificare sull’altare delle sue ambizioni personali gli interessi ed il futuro di Tempio. Trascinando così verso la rovina non solo la città e quanto di positivo questa comunità ha sempre cercato di offrire, nonostante tutto, ma il futuro stesso di ciascuno di noi, ivi compresi diversi assessori, messi all’angolo, privati praticamente delle loro prerogative assessoriali per l’improvvisa mania di onnipotenza del nostro sindaco».
Il l’accuse di Anna Paola Aisoni passa quindi da un elenco lunghissimo di tutta una serie di situazioni, problematiche, fatti ed eventi che, non risolti, «inesorabilmente, da quattro anni a questa parte - scrive - hanno scavato un profondo fossato fra il primo cittadino e la gente».
Fra le ultime inefficienze segnalate anche i «mancati tempestivi interventi sulla movida, raffazzonati alla meglio - dice Aisoni - con una ordinanza che scontenta tutti (come è nelle regole di Frediani) e che danneggia pesantemente gli operatori economici. A Frediani, pure essendo lui già entrato anticipatamente in campagna elettorale chiederei cortesemente di non rispondermi. Auspicherei invece da lui un sereno esame di coscienza che lo porti non ad andarsene, ormai il danno è fatto, ma ad intervenire, almeno sulle questioni più gravi inerenti la pulizia e l’igiene della città ormai ridotta ad un enorme discarica».
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