Altri tre giorni di sciopero per 5 Stelle storica tv del nord Sardegna

I venti dipendenti da quattro mesi senza stipendio e il patron Gianni Iervolino tace

OLBIA. Altri tre giorni con le barre colorate al posto del tg e il grigio nel cuore. Prosegue la protesta dei dipendenti dell'emittente televisiva 5 Stelle Sardegna: «in assenza di risposte adeguate da parte della proprietà, il gruppo Iervolino, sul saldo degli stipendi arretrati, giornalisti tecnici e amministrativi hanno deciso di proseguire nello sciopero – si legge in un comunicato –. L'assemblea dei dipendenti, all'unanimità, ha proclamato altre tre giornate di astensione generale dal lavoro per oggi, domani e lunedì. La protesta, evitata per lungo tempo con grande senso di responsabilità dei redattori e del coordinatore del telegiornale, dai tecnici e dagli amministrativi si rende necessaria – spiega la nota – per l'ormai insostenibile situazione economica legata al mancato pagamento degli stipendi di marzo, aprile, maggio e giugno. All'estrema precarietà non più sostenibile si aggiunge l'incertezza sui tempi di pagamento della quota spettante all'Inps ferma al dicembre 2013» .

E la situazione della più importante emittente televisiva del nord Sardegna, una delle principali dell’isola con venti dipendenti, non sembra trovare l’uscita dal tunnel, come spiega Nardo Marino, capordattore: «Dal 1° luglio due colleghi della redazione di Sassari e uno della redazione di Cagliari sono stati posti in cassa integrazione a zero ore», ovvero non prenderanno lo stipendio ma non perdono il posto. «Questo mette in difficoltà l'organizzazione del telegiornale, dato che a Sassari resta solo un redattore mentre a Cagliari non c’è più nessuno. La situazione insomma si complica, non abbiamo ricevuto risposte adeguate sul nostro futuro dopo i primi due giorni di sciopero e allora non andremo in onda per altri tre».(apal)
 

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